29 giugno 2012

Siamo felici di ospitare sul nostro blog Alessandra Farabegoli, blogger, consulente e formatrice di strategie digitali. All’indomani dei dati del Barometro Vacanze, ci parla di estate in Emilia Romagna alla luce dei recenti avvenimenti.  Grazie Alessandra!

Con gli anticicloni Scipione e Caronte è definitivamente arrivata l’estate, lungamente attesa dagli operatori della Riviera Romagnola dopo una primavera piovosa. E che le nubi della crisi oscurino l’orizzonte lo si legge ben chiaro dai dati del “Barometro vacanze 2012” , di cui Ipsos e Europe Assistance hanno presentato i risultati a fine maggio.

Secondo l’indagine, svolta intervistando da febbraio a marzo un campione di oltre 3.500 europei (in Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Spagna, Belgio e Austria), solo il 58% degli europei partirà per le vacanze, con un calo dell’8% rispetto al 2011: in Italia, la percentuale di chi andrà in vacanza è maggiore della media europea (il 63%), ma la diminuzione rispetto al 2011 è la più alta in termini percentuali: -15%. Non a caso, l’altra nazione in cui si registra una diminuzione così forte è la Spagna, nostra compagna nelle burrasche dell’Euro.

Qui in Romagna, destinazione tradizionalmente “per famiglie”, si tiene duro: da un po’ di anni ci si è abituati ad arrivi sostanzialmente stabili (o in certi casi anche in crescita), ma per vacanze di durata molto più breve che un tempo, e gli operatori sanno bene che, se vogliono mantenere i clienti, devono offrire ogni anno qualcosa di più – spesso mantenendo i prezzi dell’anno prima.

Quest’anno – per aggiungere un ulteriore grado di difficoltà – a maggio c’è stato il terremoto in Emilia: una parte della regione in cui ci si sentiva tutto sommato tranquilli di vivere senza elevato rischio sismico si è trovata a gestire un’emergenza che rischia di prolungarsi ben oltre i lutti delle prime settimane.

E, mentre in Romagna pensavamo tutti a come aiutare i vicini emiliani – il tam tam dei privati è partito subito, diversi hotel hanno ospitato gratuitamente gli sfollati, si sono raccolti fondi e materiale da inviare in Emilia – ci si è resi conto che, vista dall’estero, l”intera regione rischiava di sembrare una destinazione terremotata, e le comitive di tedeschi mandavano disdette agli hotel di Rimini e Cesenatico “perché da voi c’è il terremoto”.

Panico completamente ingiustificato dai fatti: abbiamo ballato prima per le scosse emiliane e poi per una scossa di magnitudo 4,5 al largo di Ravenna, ma non c’è stato nessun danno serio, nessuno sfollato, nessun ferito: ciononostante alcuni telegiornali, in cerca del titolo adrenalinico, parlavano di “maremoto al largo di Ravenna”, quasi avessimo avuto lo tsunami, e le troupe televisive giravano per le strade alla ricerca di persone “shockate dal sisma”, trovando con loro grande disdetta solo passanti che scrollavano la testa e rispondevano “non è successo niente, grazie, andate dove i problemi ci sono davvero”.

Molto si è scritto in queste settimane sul “carattere emiliano-romagnolo”, e, al di là del luogo comune, è quasi tutto vero. Qua, nel momento del bisogno, non ci si tira indietro: si chiede cosa serve, ci si rimbocca le maniche, e si cerca di dare una mano.

Ma, al tempo stesso, si sa bene che la vita deve andare avanti, perché la “normalità” è fatta anche di problemi – più o meno grossi – da risolvere.
Così in Riviera Romagnola la vita continua, e questo volersi concentrare sul lavoro quotidiano, senza fermarsi, aiuta due volte, nei fatti concreti e nello spirito.
Nessuna iniziativa pubblica è stata annullata, ma spesso le si è indirizzate a raccogliere fondi per i terremotati; hotel e campeggi si sono riempiti anche di famiglie modenesi, ferraresi e reggiane che vogliono tenere per un po’ lontani nonni e bambini dalle tendopoli; tutti sappiamo che, se vogliamo potere aiutare, dobbiamo far funzionare bene la macchina dell’accoglienza, per chi ha subito il terremoto ma anche per chi viene, semplicemente, in vacanza.

Quindi, vi aspettiamo in vacanza in Romagna 🙂

Alessandra Farabegoli

@alebegoli