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Europ Assistance porta la Telemedicina ad alta quota

La Telemedicina rappresenta la nuova frontiera delle cure sanitarie ed Europ Assistance è oggi pronta ad offrire questi moderni servizi di monitoraggio a distanza che contribuiranno a migliorare sensibilmente la qualità di cura e di vita dei pazienti.
In collaborazione con gli Assessorati Regionali al Turismo Sport Commercio e Trasporti e con quello di Sanità Salute e Politiche Sociali della Regione Valle d’Aosta avviamo dal 9 settembre la sperimentazione del progetto E-Refuge, che prevede il monitoraggio a distanza delle condizioni di salute da parte dei medici della nostra Centrale Operativa in tre rifugi valdostani Giovanni Gnifetti, Quintino Sella Al Felik e Città di Mantova.

Grazie al supporto di rilevatori di parametri vitali, auscultazione a distanza e video-collegamento tramite connessioni UMTS e satellitari, forniremo per tre giorni consecutivi indicazioni terapeutiche e informazioni utili sullo stato di salute gestendo tempestivamente qualsiasi eventuale situazione clinica.
Dopo una serie di accordi con diversi comuni lombardi (tra cui quello di Milano) per offrire questo tipo di servizi sanitari efficaci e all’avanguardia ai cittadini potenzialmente più fragili e in difficoltà (anziani e disabili), Europ Assistance si sta impegnando a raggiungere anche località di difficile collegamento come i rifugi alpini, per garantire sempre la corretta valutazione delle condizioni di salute degli assistiti.

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3 Commenti

  1. Perchè non provare anche a quote appenniniche?!?!

    Giampaolo Maoloni
    Resp. Comm. Rifugi CAI Roma

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    • Rosario Pipolo

      Gentile Gianpaolo, sarà contattato a breve al suo indirizzo email per approfondire la sua proposta. Grazie per aver visitato il nostro blog e torni a trovarci presto!

      Ripondi
  2. Gent.mi vi interessa sposnorizzare uno studio di telemedicina da svolgere in altissima quota? io sto partendo (il 9 aprile) per tentare la prima salita femminile italiana (io)al Kangchenjunga il terzo 8000 della terra…
    sono un medico e vorrei estendere lo studio ai nativi e agli alpinisti…
    che ne pensate!

    Annalisa

    Ripondi

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