Turismo lento


Avete mai sentito parlare di turismo lento?

Carmine Volpe cura un blog, molto seguito, che porta questo nome e racconta un modo di viaggiare diverso dal solito. Incuriositi da questo approccio lo abbiamo voluto intervistare. Ci ha dato dei consigli speciali. Buona lettura!

Cos’è il turismo lento e quali sono le sue origini?
Il turismo lento è un nuova modalità di intendere la vacanza motivata dalla ricerca di autenticità, di un’esperienza vera, che ha delle motivazioni diverse in ognuno; un nuovo modo di viaggiare, per conoscere la cultura, il territorio, le persone con attività che invitano a un ritmo di vita meno frenetico. È nato come turismo alternativo attorno agli anni 70 in contrasto con quello di massa ma oggi il concetto si è evoluto, ha inglobato altri valori come il muoversi lentamente, l’attenzione all’ambiente e la responsabilità sociale. Non posso non citare Petrini di Slow food, senza di lui, senza il suo contributo, non ci sarebbe tutto questo parlare di lentezza. Gli dobbiamo tutti qualcosa e nessuno mai lo cita, anche quelli che copiano l’associazione Slow food per fare turismo.

Come si può praticarlo?
Cominciando a raggiungere le destinazioni di vacanza con mezzi di trasporto diversi dall’aereo e dall’automobile, inquinando meno. Non è possibile per tutte le destinazioni, ma per molte lo è. Si possono scegliere località che hanno una particolare attenzione all’ambiente, lasciare l’auto ferma e muoversi con i mezzi di trasporto pubblico, il treno, la bicicletta o a piedi. Si possono scegliere per l’ospitalità i Bed and Breakfast, gli alberghi diffusi, gli appartamenti. In un tempo di crisi c’è chi confonde il turismo lento con il turismo locale o, meglio dire, la gita: sono due cose diverse, fare la gita non è fare turismo e fare turismo lento non è un ripiego. Invito a fare attenzione alle associazioni no profit nate come funghi alla volta del turismo lento, che poi si scoprono vendere viaggi da turismo di massa come qualunque agenzia, pagando una quota di socio, ma senza garanzie e assicurazioni. Va purtroppo prestata attenzione anche in questo senso.

Quanto peso hanno benessere e sicurezza in questo tipo di viaggi?
Molto perché una delle motivazioni del turismo lento è la ricerca di un benessere individuale, fisico mentale e spirituale, ma, ancora di più, di sicurezza. Quando sei sulla Via delle Alte Dolomiti a 2.800 metri, per esempio, diviene importante sapere che puoi ricevere un servizio di soccorso e assistenza.

Quali sono le mete più interessanti per dei viaggiatori lenti?
In Italia l’Umbria e la Toscana per vocazione culturale e ambientale, il Friuli, ma soprattutto l’Alto Adige, che ha creato un ottimo sistema di trasporto integrato bici, ferrovia, bus, funivia e un’offerta di servizio ai turisti lenti completa e di qualità, 365 giorni all’anno.

Ci consigli qualche destinazione, in Italia, per dei weekend lenti?
Val d’Ultimo, Val di Funes e il silenzioso Baddreikirchen, a Barbiano, Radda in Chianti, le Cinque Terre e l’isola di Palmaria, le isole della laguna veneta e altri luoghi fuori dal turismo di massa che potrete scoprire sul blog, giorno per giorno.

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