31 luglio 2013



Essendo una travel blogger, mediamente passo in viaggio tra i cinque e i sei mesi l’anno. Ogni anno dal 2010, mi ritaglio almeno due o tre mesi consecutivi per esplorare una parte di mondo. Viaggio da sola, questo è il file rouge dei miei spostamenti, oltre che la filosofia del mio sito. Aggregare persone con interessi comuni ci fa sentire meno diversi. L’apertura di Viaggiaredasoli.net mi ha permesso di incontrare una folta community di viaggiatori solitari e potenziali tali.

In questo momento mi trovo in Indonesia, a Bali, resterò su queste isole per circa due mesi. Io viaggio lentamente, perché mi piace mischiarmi con il popolo e con i viaggiatori che incontro nel cammino. Ogni isola ha dei tesori da scoprire, delle tradizioni diverse, delle attività uniche, finché non sbarchi sull’isola non riesci a sapere esattamente cosa farai, perché le guide non sono mai chiare come parlare con il proprietario di un bar sulla spiaggia.

A Bali pernotto di due zone diverse, Seminyak e Ubud, ho deciso di affittare un motorino per girarla con più libertà, ogni giorno mi ritaglio del tempo per scrivere, per esplorare l’isola, fare sport e soprattutto fare nuove amicizie. Tutti mi chiedono se ho paura di viaggiare da sola.  Ovviamente bisogna essere prudenti e preparati, prima di partire è sempre meglio informarsi sulla cultura e tradizione del paese che si visita, sulla religione, su cosa è ritenuto rispettoso e cosa no. Consiglio sempre alle donne di non avere mai un abbigliamento troppo provocante, ci espone a commenti e rischi completamente gratuiti. Per quanto riguarda i soldi, meglio avere addosso pochi contanti, separarli dalle carte di credito, girare con la copia del passaporto e lasciare l’originale sotto chiave.

Giro sempre con molti lucchetti, in ostello tengo i miei valori sotto chiave, specialmente elettronici. Ma ritengo che non debba mai diventare un’ossessione. Perciò, per tranquillizzarmi sugli aspetti pratici, stipulo sempre un’assicurazione di viaggio, sia se sono fuori una settimana che due mesi. E’ un po’ come dire: “io ce la metto tutta, me se qualcosa non va, ho chi mi aiuta”.
Avere una copertura medica all’estero è fondamentale, non solo perché ti protegge dai costi di eventuali operazioni o ricoveri, ma perché ti garantisce l’assistenza migliore. Ho viaggiato spesso da sola in paesi poco sviluppati, avere la sicurezza di poter essere curata in un centro all’avanguardia mi ha dato la serenità di affrontare molte giornate più serenamente. Un’altra cosa che guardo sempre in una polizza è se prevede una copertura per farmi raggiungere da un familiare o farmi ritornare a casa prima del previsto, purtroppo quando si sta male l’unica cosa che si desidera è tornare a casa.
Nel mio ultimo viaggio ho aggiunto anche la copertura aggiuntiva per il bagaglio, quando si prendono tanti voli, specialmente intercontinentali con coincidenze brevi è sempre meglio avere un piano B nel caso in cui sparisca il mio prezioso zaino.

Durante questi mesi, ho intenzione di visitare sei isole dell’Indonesia: Bali, l’arcipelago delle Gili, Lombok, Flores, Komodo e Java. Io sono un’amante del trekking, per me non c’è viaggio senza trekking e l’Indonesia essendo una zona vulcanica offre dei paesaggi unici al mondo. Ho intenzione di fare almeno un trekking ad isola ed in alcuni casi penso a trekking lunghi di 4-5 giorni. Io cammino lentamente, sono allenata, prudente, ma devi mettere in conto che potresti anche prendere una brutta storta o cose peggiori e essendo da sola, sapere che ho un call center aperto 24 ore su 24 pronto ad indicarmi le strutture convenzionate mi tranquillizza.

Comunque se volete saperne di più sulle mie avventure in Indonesia, seguire il mio hashtag #IndonesiaAlone su Twitter. Buon viaggio!

Francesca Di Pietro*

*Travel blogger per lavoro e per passione, ha visitato 43 paesi. Dal 2008 viaggia da sola ed ha lanciato il sito Viaggiaredasoli, fonte di ispirazione per tanti altri viaggiatori. Pratica il travel coaching, aiutando le persone ad usare il viaggio come metafora della vita.