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Cosa cambia per chi viaggia negli Stati Uniti dopo l’elezione di Donald Trump

Secondo le stime del NTTO (National Travel and Tourism Office) entro il 2019 i turisti che entreranno negli Stati Uniti saranno almeno 88 milioni, provenienti soprattutto da Cina, Messico, India e Colombia.  Dopo le ultime dichiarazioni di Donald Trump rimangono ancora possibili i viaggi verso gli Stati Uniti, soprattutto perché il settore turistico negli USA vale più di 11 miliardi di dollari di fatturato (dati 2013).


Ma cosa cambierà davvero con Trump presidente per i turisti italiani?

In sostanza, fino ad oggi, niente: rimane il solito clima di attenzione speciale nei confronti dei viaggiatori provenienti dall’estero. La maggior parte del turismo italiano al di fuori del Belpaese è rivolto verso i limitrofi Paesi europei, ovvero, Spagna (15%) e Francia (22,6%), mentre al di fuori del continente europeo ci rivogliamo principalmente verso il Marocco (5,2%) e verso gli Stati Uniti (3,3%); nel 2017 gli italiani hanno speso ben 2,2 miliardi di euro tra costo dei viaggi, pernottamenti e spese di consumo varie.
I cittadini italiani che hanno intenzione di viaggiare verso gli Stati Uniti possono farlo partecipando al Visa Waiver Program e richiedendo l’autorizzazione al viaggio: per poter partecipare al programma si dovrà dimostrare di essere in possesso prima di tutto del biglietto di ritorno, il periodo di permanenza non dovrà superare i 90 giorni e bisognerà viaggiare negli Stati Uniti esclusivamente per turismo o viaggio d’affari.
La compilazione dell’ESTA fornisce l’autorizzazione a imbarcarsi su un volo diretto verso gli Stati Uniti, tuttavia non dà in nessun modo il diritto ad essere accettati su suolo americano, questa decisione spetterà poi alle autorità doganali competenti. L’autorizzazione rimarrà valida per un massimo di due anni e non prevede la richiesta di ulteriori nulla osta qualora siano effettuati più viaggi. In caso di richiesta, il sistema ESTA potrà fornire una risposta di “autorizzazione approvata” e quindi avrete la possibilità di effettuare quanti viaggi desiderate senza dover ogni volta chiedere autorizzazioni. Esiste però anche la possibilità che l’autorizzazione non venga rilasciata, in questo caso il consiglio è quello di rivolgersi per maggiori informazioni all’ambasciata americana in Italia.


Trump: “Assicurazione sanitaria per tutti”, ma non adesso

Tutti gli stranieri che si recano negli Stati Uniti devono tutelarsi contro eventuali imprevisti acquistando un’assicurazione sanitaria valida, a maggior ragione se si considera che i costi delle prestazioni sanitarie a carico dei cittadini negli USA sono tra i più alti al mondo. Un’assicurazione viaggi è la soluzione ideale per chi voglia intraprendere un viaggio negli Stati Uniti: è infatti noto che gli USA non possiedono un sistema assicurativo sanitario come quello italiano. Essere preparati ad ogni evenienza è necessario per evitare di dover pagare ad esempio migliaia di dollari per una semplice frattura, 1.000 dollari al giorno per un ricovero, oppure dover sborsare dagli 80 ai 200 dollari solo per una “ricetta”.
Per adesso quindi la proposta di Trump di creare “un’assicurazione per tutti” rimane un’idea di cui il Presidente ha solo parlato con alcuni giornalisti senza però fornire ulteriori dettagli.

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