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Viaggiare leggendo

In questo tempo immobile che ci è capitato tra le mani all’improvviso, cogliendoci decisamente impreparati, ognuno di noi sta ricalcolando le misure della propria vita in base a quelle che ci vengono imposte.

Pensare di pianificare un viaggio per i prossimi mesi, in questo momento, sembra una cosa assurda, fuori da qualunque logica.

Eppure, andare per il mondo è nella natura umana.
Credo non ci sia nessuno, sulla faccia della terra, che non abbia il desiderio di andare da qualche parte, di conoscere posti nuovi, storie nuove. È impossibile.

Ecco, in questo tempo che ci costringe all’immobilità, c’è una cosa però che possiamo continuare a fare: viaggiare sognando.

E se la nostra fantasia scarseggia e non è sufficiente per farci fare il giro del mondo, allora mettiamoci comodi, apriamo un libro e partiamo!

Ogni libro, di qualunque cosa parli, ci racconta un viaggio, un viaggio alla fine del quale noi non saremo gli stessi di quando siamo partiti, perché ogni storia vissuta attraverso le pagine scritte, che ci piaccia o meno, ci lascerà qualcosa che all’inizio, a pagina 1, non avevamo.

Di seguito vi lascio qualche suggerimento su quali potrebbero essere delle belle letture per viaggiare, rimanendo in poltrona, con la fantasia, o con carta e penna per prendere appunti sui prossimi luoghi che correremo a visitare, appena sarà nuovamente possibile farlo.

La Casa Editrice Iperborea, specializzata in letteratura dell’area nord-europea, ha avviato, nel giugno del 2018, un progetto editoriale dal taglio “geografico”, realizzando una collana di libri-magazine che raccolgono “long read, inchieste, reportage letterari e saggi narrativi che formano il racconto della vita di un paese e dei suoi abitanti per capirne la cultura, i processi, le nuove identità, i discorsi, le questioni, i problemi, le ferite. Frammenti che insieme ne compongono il ritratto”.

Il progetto si chiama THE PASSENGER e il primo libro è stato dedicato all’Islanda, poi è arrivata l’Olanda, il Giappone, il Portogallo, la Grecia, la Norvegia, un numero speciale, per ovvie ragioni, è stato dedicato a Berlino ed è uscito a Settembre 2019, quindi è stata la volta del Brasile, quello sull’India è appena uscito e il prossimo, previsto per Aprile, sarà sulla Turchia.
Sono uno più bello dell’altro, una nuova concezione della guida turistica a cui siamo abituati, qualcosa che ci permette di entrare profondamente nella storia e nella cultura di un luogo che ci prepariamo a visitare.

Se vogliamo viaggiare, invece, soprattutto con la fantasia, immergendoci nelle storie e nelle avventure che qualcun altro ha vissuto per noi, la lista si fa lunga, a me vengono in mente tanti di quei titoli che non basterebbe un libro per contenerli tutti.
Partendo davvero da lontano, credo che Il Milione, di Marco Polo, sia una di quelle pietre miliari imprescindibili. Non richiede presentazioni.
Per i più piccoli, ma anche per i più grandi, perché il sogno non ha età, io non mi perderei per nessuna ragione Il giro del mondo in 80 giorni, di Jules Verne, Alice nel Paese delle Meraviglie, di Lewis Carroll, e Il meraviglioso mago di Oz, di L. Frank Baum, a cui si è ispirato quel celebre film che ci ha regalato una Judy Garland indimenticabile.

Un altro librone, non per la sua mole, ma per la potenza racchiusa tra le sue pagine, tra i miei preferiti è In Patagonia, di Bruce Chatwin, una di quelle storie che veramente, quando avete finito di leggere, non siete più quelli di prima. Un viaggio iniziato alla ricerca delle proprie radici, attraverso una terra estrema, che si è arricchito, strada facendo, di luoghi sempre mutevoli e incontri sorprendenti e indimenticabili.
“La Patagonia di Chatwin diventa, per chiunque si appassioni a questo libro, un luogo che mancava alla propria geografia personale e di cui avvertiva segretamente il bisogno.”

Un classico per me di fondamentale importanza e del quale ricordo sempre un pezzetto, quando ne sento il bisogno, è Le città invisibili, di Italo Calvino. E qui c’è da viaggiare in una maniera, che sembra quasi di non voler nemmeno più tornare a casa. Ci ricolleghiamo al Milione di cui vi ho parlato all’inizio, perché ogni capitolo si apre e si chiude con un dialogo tra Marco Polo e Kublai Khan. Tutte le città hanno una particolare caratteristica e portano un nome di donna.
Il pezzetto che mi ripeto come un mantra quando ne sento il bisogno è “L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”
In questi giorni, l’esercizio della ricerca del non inferno potrebbe davvero diventare importante.

Per chi ama i boschi e trova conforto rifugiandovisi, il Walden, di Henry David Thoreau, è certamente imperdibile.
Ricorderete tutti la famosa frase citata ne L’attimo fuggente “Andai nei boschi per vivere con saggezza, vivere in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, per sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto.”

Se, come me, siete affascinati dal mondo dell’Est Europa, in particolare dalla zona balcanica, dalla sua storia complicata, assurda e dolorosa, dalla sua cultura ricca e contraddittoria, Bottega Errante Edizioni è la Casa Editrice che fa per voi.
Nella collana Estensione potete trovare il meglio, ad oggi in Italia, di questa letteratura. Volumi dedicati a chi ama le storie forti, i viaggi che diventano esilio, scrittori che hanno vite complesse e meravigliose. Indimenticabili, per me, Le Marlboro di Sarajevo, di Miljenko Jergović, Mio marito, di Rumena Bužarovska, I cancellati, di Miha Mazzini, Il Popolo del diluvio, di Predrag Finci e Cirkus Columbia, di Ivica Đikić. Sono storie importanti, alquanto dolorose, ma, ritengo, fondamentali per conoscere un popolo e un luogo a noi così vicini, eppure tanto diversi.

Per chi sogna il Giappone e spera di andarci al più presto, oltre al libro-magazine di The Passenger di cui vi ho scritto all’inizio, mi sento di suggerirvi tutto, ma proprio tutto Murakami Haruki, uno dei miei scrittori preferiti in assoluto. Cominciate da uno qualunque dei suoi numerosi romanzi e lasciatevi trasportare ovunque. Io sono rimasta molto affezionata a 1Q84.

Un romanzo di recente pubblicazione, ambientato in Giappone e che va a smuovere un po’ (tanto) le corde dell’anima, è sicuramente Quel che affidiamo al vento, di Laura Imai Messina, autrice italiana che vive e insegna a Tokyo da tanti anni.

Una grande storia di resilienza, che ruota attorno ad un luogo che esiste davvero: su una collina, in Giappone, a Otsutchi, una delle località fortemente colpite dallo tsunami dell’11 marzo 2011, c’è una cabina telefonica bianca che contiene un vecchio telefono in bachelite collegato al nulla. È il telefono del vento e ogni anno, da tutto il paese, ma anche dal resto del mondo, arrivano migliaia di persone che alzano la cornetta per parlare con chi non c’è più, per lasciare che quelle parole rimaste incastrare nel cuore possano essere portate lontano lontano dal vento, fino a raggiungere che non è più con noi.

Un altro libro che mi è piaciuto molto e che mi ha portata in un Giappone medievale, raccontandomi usi, costumi, amore e disciplina, è Il canto dell’usignolo, di Lian Hearn, e, se vi piacciono le saghe, questo è il primo volume di tre della Saga degli Otori, è appena uscito per edizioni e/o e io spero che arrivino presto anche gli altri.

L’America si sa, è una meta che, azzarderei, tutti, prima o poi, sentiamo il desiderio di raggiungere, una meta talmente vasta che si potrebbe impiegare una vita ad esplorarla in lungo e in largo.

E se Sulla strada, di Jack Kerouac, rimane nella storia come la tappa fondamentale per dare il via al lungo viaggio attraverso gli Stati Uniti, ce n’è uno, di recente pubblicazione, che, oltre ad accompagnarci attraverso il territorio, ci consente di assottigliare il grande divario tra quello che crediamo di sapere e quello che sappiamo veramente di questo grande Paese. Il libro è Questa è l’America, l’autore è Francesco Costa, giornalista e vicedirettore del giornale on line “Il Post”, grande esperto di politica americana, in questi giorni impegnato a seguire e darci informazioni puntuali sulle primarie che, da Febbraio, sono partite dall’Iowa, con i famosi caucus, (durante i quali, tra l’altro, è successo un pasticcio che ha portato alle dimissione del capo del Partito Democratico, una di quelle cose alla Olivia Pope) e condurranno, a novembre, alle elezioni presidenziali.

Dal 2015 cura il progetto Da Costa a Costa, una newsletter e un podcast sugli Stati Uniti, io lo seguo con grande interesse, è molto bravo a spiegare e rendere semplici concetti complicati.

Rimanendo in America, se avete voglia di innamorarvi di tutti quegli aspetti che vanno a comporre il grande romanzo americano, i libri di Kent Haruf, tradotti per noi in Italia da NNEditore, vi conquisteranno completamente. La Trilogia della pianura, composta da Benedizione, Crepuscolo e Canto della pianura, è una delle cose più belle che io abbia mai letto, poi seguono Le nostre anime di notte, Vincoli e, in uscita in questi giorni, La strada di casa.

Se poi dal nord avete voglia di spostarvi e di conoscere storia e luoghi dell’America del Sud, la Casa Editrice che preferisco, specializzata in letteratura Cilena, è Edicola Ediciones, nata a Santiago nel 2013 e che, dal 2015, ha una sede anche qui in Italia, a Ortona, proprio nell’edicola di famiglia dove tutto ha avuto inizio.

Tra i titoli più belli che non dovreste assolutamente perdervi vi consiglio Tony Nessuno, di Andrés Montero, un capolavoro straordinario che l’editore, in questi giorni di collettiva difficoltà emotiva, ha messo a disposizione gratuitamente in versione ebook, potete scaricarlo qui, poi sicuramente Kramp, di Maria José Ferrada, Di perle e cicatrici, di Pedro Lemebel e A sud dell’Alameda, un graphic novel firmato Lola Larra e Vicente Reinamontes, che racconta i conflitti e le passioni vissute da un gruppo di adolescenti durante la Rivoluzione dei Pinguini, quando migliaia di studenti cileni occuparono le scuole e manifestarono nelle strade per chiedere un’istruzione democratica e di qualità per tutti, un pezzo di storia indimenticabile e decisamente attuale.

Andrei avanti ancora a lungo, mi fermo qui, ma se avete bisogno di altri suggerimenti contattatemi quando volete.

Vi lascio con un ultimo consiglio, un piccolo librino scritto da un giovane autore italiano che stimo molto, un ragazzo appassionato e pieno di vita, il libro è La rotta delle nuvole, lui è Peppe Millanta e lo pubblica Ediciclo Editore, una Casa Editrice nata per raccontare itinerari in bicicletta e che poi, negli anni, ha arricchito il proprio catalogo di numerosi altri temi, sempre legati al viaggio.

In questi giorni di strana costrizione,io sto trovando tanto conforto in questo scritto, che mi sta davvero insegnando a guardare oltre la linea dell’orizzonte.

Stefania

Ringraziamo la nostra collega Stefania Iannolo che ci ha regalato il suo contributo pieno di consigli e suggerimenti per farci viaggiare e andare lontano, anche in questi giorni difficili e immobili.

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