Greenability, Multi-Modalità, Micro-Mobility, Sharing sono solo alcune delle spinte trasformative che stanno
interessando il mondo della mobilità. L’evoluzione dei comportamenti di chi si muove sulle strade – in città
e al di fuori dei centri urbani – sta stimolando nuovi servizi e modelli di business che si riflettono anche sulle
necessarie coperture in caso di imprevisti.

Europ Assistance Italia ha voluto cogliere la sfida del cambiamento, sperimentando un percorso di innovazione basato sull’approccio di Data-Driven Design proposto da BVA Doxa, società leader nel settore della ricerca e consulenza di marketing, e THINGS, realtà all’avanguardia nello sviluppo di nuovi prodotti e servizi con focus sulle soluzioni IoT per il mondo consumer.

Il modello messo a punto da THINGS e BVA Doxa si fonda sull’integrazione nativa di tecniche di Market
Research & Product Experience Design, utilizzando una metodologia ibrida ed estesa di ricerca, che conduce alla progettazione e sviluppo del prodotto e servizio, mettendo al centro bisogni, aspettative e attitudini delle persone. I vantaggi di questo modello integrato rispetto ad un approccio tradizionale sono quelli di proporre una fase preliminare di raccolta del background informativo con tecniche ibride, tra ricerca e analisi dati, permettendo quindi all’azienda di massimizzare la personalizzazione dell’output sulle reali esigenze del cliente, limitando così i rischi imprenditoriali nell’innovazione di prodotto.

E’ nato così un progetto sperimentale nel settore della mobilità, in cui il pool di consulenti THINGS e BVA
Doxa ha operato fianco a fianco di un team selezionato di persone di Europ Assistance Italia nella progettazione di una soluzione che copre la persona – e non solo il veicolo – in tutti i suoi spostamenti a prescindere dal mezzo utilizzato, in linea con la filosofia adottata dalla Compagnia negli ultimi prodotti lanciati.
Dal punto di vista metodologico, il processo si è articolato in 6 fasi attraverso workshop generativi, con un
approccio iterativo basato sull’impiego in successione propedeutica di strumenti di investigazione, generazione di idee, user validation e consolidamento dei nuovi concept di servizio prima della loro
implementazione finale.

Un processo e un approccio innovativo

1. TRUST THE PROCESS
L’innovazione è soprattutto un percorso, difficilmente è frutto di
un’intuizione geniale: il modello di Data-Driven Design si basa
sull’applicazione rigorosa di metodi, tecniche e strumenti che valorizzano
insight dal campo e la creatività di singoli individui con background
eterogenei, incanalando la produzione di nuove idee in un processo
codificato di progettazione e sviluppo.

2. L’APPROCCIO USER-CENTRIC È ISPIRATIVO
Nel processo di Data-Driven Design sono di cruciale importanza i
momenti di osservazione e ascolto di gruppi di potenziali utenti finali,
mixando le tecniche tipiche della ricerca di mercato con quelle del
product design, per poter raccogliere insight consistenti e rilevanti utili al
consolidamento incrementale dei concept e prototipi di fidelity del
prodotto e servizio da sviluppare.

3. “REPETITA IUVANT”
Il percorso iterativo garantisce la creazione di un prodotto e servizio
aderente alle aspettative degli utenti finali e degli stakeholder
responsabili alla sua evoluzione. Lo sviluppo di un prodotto asset di una
azienda teoricamente non terminerà mai: per perseguire il suo successo,
deve evolversi e ampliarsi in modo ciclico con una base dati sempre
aggiornata e rilevante nel proprio contesto.

4. IL COINVOLGIMENTO STIMOLA LE IDEE
La partecipazione attiva delle persone dell’azienda è un elemento chiave
per il buon esito dei progetti di innovazione: al di là degli effetti positivi su
onboarding ed engagement dei dipendenti, l’interazione tra profili di
competenza differenti arricchisce lo scambio e stimola l’elaborazione di
idee distintive e originali. Non è più pensabile che gli asset aziendali di
servizio verso clienti e stakeholder vengano concepiti secondo logiche a silos separati.

5. ASCOLTANDO GLI UTENTI SI RISCHIA MENO
L’approccio human-centric nei processi di design thinking, agile e lean
anticipa la raccolta dei feedback dai potenziali utilizzatori finali di un
nuovo prodotto o servizio, con il chiaro vantaggio di sviluppare gli asset in
modo incrementale e quindi più sostenibile economicamente, con una
conseguente diminuzione dei rischi nell’investimento.

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