Veicoli elettrici pubblici e privati, car sharing, car pooling, piste ciclabili, app e sistemi per l’infomobilità e molto altro: il tessuto urbano e sociale delle città del mondo sta cambiando rapidamente e profondamente in ragione della transizione verso forme di mobilità sostenibile.

Un tema di grande attualità che include modalità, sistemi e comportamenti virtuosi funzionali alla salvaguardia dell’ambiente e dei suoi equilibri sempre più fragili.

Ma dietro a questo sistema complesso e articolato c’è sempre la persona, o un gruppo di persone che con passione, lungimiranza e un pizzico di genialità rende concrete e accessibili le soluzioni legate alla mobilità sostenibile.

Startup e mobilità sostenibile: i progetti più innovativi

Nel solo anno 2020 in Europa sono state oltre 500 le startup avviate con progetti di mobilità sostenibile.

Un settore in grande fermento e crescita che raccoglie molte delle sfide innovative di giovani imprenditori e startup, che non si è fermato nemmeno con la pandemia. Anzi, proprio i nuovi scenari di mobilità sorti in seguito all’emergenza da Covid-19 hanno stimolato la creazione di soluzioni sempre più smart e resilienti.

A questo propostito abbiamo selezionato cinque tra le startup europee più innovative.

Tra le nuove realtà aziendali più interessanti dal punto di vista dell’innovazione e della tecnologia relative alla smart mobility citiamo la francese Pony, che offre il primo servizio di micromobilità che decentralizza la proprietà delle flotte di e-bike e monopattini elettrici. In pratica, ogni utente può acquistare e mettere in condivisione i propri veicoli, contribuendo in tal modo anche a sostenere l’economia locale.

Motiontag, startup tedesca, propone una soluzione per ottimizzare i sistemi di trasporto urbano. Grazie alla tecnologia Motion Os vengono raccolte informazioni dai sensori del proprio telefono sulle modalità di utilizzo dei mezzi di trasporto, in modo da analizzare i comportamenti e mettere a punto esperienze di mobilità su misura. Uno dei temi centrali della mobilità sostenibile è quello della Mobility as a service che la startup belga Skipr affronta elaborando un sistema complesso per aziende in grado di gestire la mobilità di dipendenti e collaboratori di un’azienda, combinando l’uso del trasporto pubblico con i servizi di mobilità locale e internazionale. Il sistema prevede diversi strumenti digitali e di management che permettono in un’unica soluzione di prenotare, gestire e pagare spostamenti e viaggi del personale, oltre a monitorare l’impatto ambientale dell’azienda stessa.

L’interazione uomo-macchina è invece il core business della startup londinese Humanising Autonomy. In sintesi, si tratta di uno standard globale che unisce principi di intelligenza artificiale, psicologia comportamentale e algoritmi di deep learning per realizzare veicoli autonomi sempre più sicuri, in grado di interpretare i movimenti e le intenzioni degli utenti delle strade di città.

E le startup italiane? Anche da noi i progetti innovativi non mancano. Di particolare interesse l’idea di car sharing di Switch: una specifica app mobile basata su algoritmi di matching, mette in comunicazione in tempo reale chi sta guidando un veicolo in sharing con chi ne sta cercando uno. In tal modo si ottimizza la disponibilità di auto sul territorio e si riducono i tempi di ricerca parcheggio di chi deve lasciare l’auto condivisa

Mobilità sostenibile: fondi di sostegno alle startup

Per incentivare idee e progetti di mobilità sostenibile a livello europeo sono diverse le iniziative promosse da istituzioni pubbliche e realtà private. Tra queste ricordiamo i fondi di EIT Urban Mobility, sostenuti dall’Istituto europeo di innovazione e tecnologia, che permette alle startup e PMI che propongono soluzioni innovative nel settore della mobilità di ottenere sino a 100 mila euro in investimenti.

Sulla medesima linea, European Startup Prize for mobility (EUSP), un’iniziativa che mira a selezionare e sostenere ogni anno le 10 startup di mobilità più innovative e sostenibili al fine di contribuire a creare un nuovo scenario per la mobilità green nei paesi dell’Unione Europea. Il premio comprende, tra l’altro, un programma di accelerazione di 6 mesi con mentoring del Boston Consulting Group.

Disposizioni e iniziative in favore della mobilità sostenibile

In ottica di allineamento alle attuali politiche europee, a partire dal 26 febbraio 2021 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha cambiato nome in Ministero delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili. L’obiettivo principale è quello di promuovere una forte ripresa economica che sia sostenibile anche sul piano sociale e ambientale a livello locale e continentale.

Tra le iniziative recenti del nuovo Dicastero, il finanziamento di 4 milioni di Euro, inizialmente destinati a 7 grandi città, in favore della creazione o del potenziamento di piste ciclabili di collegamento tra le stazioni ferroviarie e le università.

Da segnalare anche che il 2021 è stato scelto dalla Commissione europea come Anno europeo delle ferrovie, per puntare i riflettori su una delle modalità di trasporto più sostenibile e sicura. L’iniziativa prevede una serie di attività per incoraggiare l’utilizzo del treno sia da parte dei cittadini che delle aziende. Un modo per contribuire a raggiungere l’obiettivo principale del Green Deal europeo, ovvero la neutralità climatica del Vecchio Continente entro il 2050. 

Il futuro? È sempre più sostenibile        

Gli effetti della pandemia hanno evidenziato ulteriormente l’importanza di politiche che favoriscano il pieno sviluppo della mobilità sostenibile. Le trasformazioni già in atto nella mentalità dei cittadini e delle imprese devono però essere accompagnate da investimenti in infrastrutture sociali e nei diversi settori dei trasporti. In questo senso, importanti fondi sono previsti dal Next Generation EU, il piano per la ripresa dal Covid-19 in favore di un’Europa sempre più ecologica, digitale e resiliente.

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