Nel 1950 l’agglomerato urbano più grande del mondo era New York, con 12,3 milioni di abitanti. Oggi la città è popolata da oltre 18 milioni di persone, un numero che sale a 23 milioni se si considera l’intero perimetro metropolitano.

Secondo i calcoli della Divisione popolazione delle Nazioni Unite, nel 1950 solo 29 persone su 100 vivevano in aree urbane. Nel 1990 la popolazione urbana era più che triplicata, giungendo a 2,4 miliardi. Oggi vivono in aree urbane circa tre miliardi e mezzo di persone. E si stima che nel 2030, quando la popolazione mondiale dovrebbe raggiungere gli otto miliardi, saranno ben cinque miliardi le persone che risiederanno in città.

Un incremento così eclatante e dirompente della densità di popolazione nelle aree urbane mette già ora a dura prova il trasporto pubblico e privato determinando, tra le altre cose, un notevole aumento delle emissioni di CO2 su scala globale.

Presupposti così impattanti fanno nascere l’esigenza di una nuova forma di mobilità, che sia in grado di soddisfare le esigenze dei cittadini e di coniugare un trasporto veloce a una diminuzione sostanziale dell’inquinamento. La smart mobility è, dunque, una modalità di trasporto intelligente che sta prendendo sempre più piede nel mondo e in Italia. Vediamo di cosa si tratta nello specifico.

Smart mobility: cos’è

Abbiamo già affrontato il tema della smart mobility, vediamo più nello specifico di cosa si tratta. Nella sua formulazione di base la smart mobility si pone come un nuovo modo di concepire la mobilità che ha come scopo primario il benessere dei cittadini e come mezzo per raggiungerlo l’uso di trasporti più convenienti, sostenibili e accessibili. Ma la mobilità per essere veramente smart deve realizzarsi all’interno di un ecosistema più ampio e strutturato di una città che sia – essa stessa – smart.

Volendo essere pratici, quali sono i servizi che rendono ‘smart’ la mobilità? Vediamoli:

  • Sharing: inteso nella sua concezione più ampia possibile: si va dal ride sharing, ossia la condivisione di passaggi in auto (in questo modo si riduce il traffico e di conseguenza l’inquinamento. Un esempio è il car pooling, un vero e proprio autostop programmato che trasforma le auto private in mezzi di trasporto pubblici grazie ad app intelligenti), al car-sharing e allo scooter-sharing che grazie ad app dedicate permette il noleggio di auto o scooter per il tempo necessario per lo spostamento da un luogo all’altro.
  • Micro mobilità: ossia quei servizi che permettono alle persone di percorre piccole distanze (per esempio dalla propria casa alla fermata del bus) utilizzando un mezzo di trasporto semplice e pratico come la bicicletta (bike sharing) o monopattini elettrici, hoverboard e skateboard, all’insegna di spostamenti più ecologici, silenziosi e agili nel traffico.
  • Smart parking: la ricerca del parcheggio in città è un problema cronico. Tramite la condivisione degli spazi di parcheggio, gli affittuari o i proprietari di parcheggi privati possono mettere a disposizione di altri utenti un posto auto su terreno privato o in garage per un determinato periodo di tempo.
  • Ride hailing: il trasporto economico da porta a porta. Autobus e treni sono relativamente economici, ma coprono solo determinate tratte e a orari fissi. I taxi viaggiano sempre e ovunque, ma sono piuttosto costosi. Nello spazio libero che separa queste possibilità si stanno presentando nuovi fornitori con le cosiddette offerte di ride hailing. Con questo servizio è possibile richiedere di essere prelevati e condotti in quasi qualunque punto della città, come con un normale taxi. Ma per garantire che la navetta sia utilizzata nella misura massima possibile, altri passeggeri che hanno destinazioni simili possono salire a bordo o scendere durante la tratta.
  • Green: è la parola d’ordine della smart mobility. Tutto deve essere declinato attraverso l’utilizzo sempre più massivo di mezzi elettrici in grado di inquinare sempre meno
  • Smart Pay: a chiudere il cerchio della smart mobility c’è l’adozione di modalità smart di pagamento dei servizi tramite carta di credito o smartphone.

I vantaggi della Smart mobility

Una mobilità smart che riesca a intercettare tutti i punti che si prefigge non può che avere effetti positivi sulla vita quotidiana dei cittadini. I vantaggi sono numerosi e tra i più importanti vale la pena di citare:

  • La sostenibilità: attraverso l’abbattimento costante dell’inquinamento grazie all’utilizzo di tecnologie green
  • La flessibilità: attraverso la proposta di un ventaglio di soluzioni differenti in grado di soddisfare le esigenze dei cittadini
  • I benefici sociali: attraverso l’adozione di servizi rapidi e accessibili che contribuiscono a migliorare la qualità della vita dei cittadini
  • L’efficienza: grazie alla possibilità di arrivare a destinazione nel minor tempo possibile e con il minimo sforzo

La smart mobility in Italia

In una ricerca del 2019 dal titolo “Sostenibilità, smart city e smart mobility”, condotta su un campione di 1.500 italiani e realizzata da Doxa emerge come per la maggior parte degli Italiani (96%) la principale conseguenza di un mondo più sostenibile è il miglioramento della qualità della vita. Per ottenerla, smart city e smart mobility sono ingredienti significativi. Una migliore qualità della vita, per il 62% degli Italiani, si traduce nel vivere in città meno inquinate, per il 42% significa avere migliori servizi di trasporto pubblici. Tutte indicazioni che spingono verso l’adozione di una smart mobility sempre più pervasiva.

In Italia si stanno compiendo i primi importanti passi verso una smart mobility completa, e soprattutto in città come Milano l’integrazione tra sharing, micro-mobilità e green mobility sembra procedere con grande velocità. Ma sul piano nazionale si sta pensando a soluzioni ancora più innovative in grado di rendere la mobilità più sostenibile ed ecologica. Anas, ad esempio, ha di recente annunciato investimenti da 1 miliardo di euro per progettare la rete stradale del futuro con il supporto dell’intelligenza artificiale, dei big data e dell’internet delle cose. Si parla di una infrastruttura responsive e connessa, isole verdi, sensori avanzati e auto informate sulla mobilità attraverso droni. Grazie a queste innovazioni nei prossimi anni le persone potranno muoversi con un minore impatto sull’ambiente.

Ancor più ambizioso è il progetto che vede coinvolta l’Italia nello sviluppo del treno a levitazione magnetica, l’Hyperloop della Virgin di Richard Branson, in grado di viaggiare a 1.200 chilometri all’ora. Secondo quanto dichiarato da Paolo Barletta, che con Alchimia è l’unico socio europeo di Virgin Hyperloop, in Italia avremo, già a partire dal 2030, alcune tratte brevi come Milano-Malpensa e Roma-Fiumicino da percorrere in meno di 2 minuti. Poi il progetto proseguirà con la costruzione di una grande metropolitana del Nord, un sistema di tubi da Torino a Venezia con fermate intermedie e infine si completerà con il collegamento italiano per eccellenza, Milano-Roma, da percorrere in meno di 30 minuti. Se non è smart mobility questa…

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