Che l’auto sia solo un mezzo di trasporto è un concetto ormai superato. Negli ultimi anni il progresso tecnologico e digitale sta radicalmente cambiando le funzioni delle autovetture. Al punto che il futuro che sta prendendo forma vede aggirarsi per le strade una flotta di connected car in grado di offrire esperienze immersive a 360 gradi. Auto e veicoli in costante dialogo tra loro e con le infrastrutture digitali, in favore di temi di grande importanza come sicurezza, risparmio energetico e sostenibilità ambientale. Ma anche per fornire in tempo reale una serie di servizi utili al guidatore e ai passeggeri dell’auto e legati alla connettività dell’auto e alla tecnologia IoT (Internet of Things). 

Auto intelligenti e connesse

L’universo dell’auto è sempre più popolato da veicoli in grado di registrare e inviare dati tramite telecamere, radar, sensori di diagnostica e sofisticati apparati telematici. Auto connesse con infrastrutture, altri veicoli e altri dispositivi allo scopo di scambiare informazioni e migliorare tutta una serie di parametri. Dalla sicurezza all’esperienza di guida, dalla diagnostica del veicolo fino ai consumi.
Per fare qualche esempio, le vetture connesse sono in grado di variare il percorso impostato per evitare un’area trafficata o di verificare la presenza nei dintorni di una colonnina di ricarica libera o, ancora, di prenotare una stanza in un hotel o un tavolo in un ristorante.

In tal senso le case automobilistiche stanno affrontando il cambiamento dei paradigmi anche stipulando accordi tra di loro. Solo poche settimane fa alcuni dei principali brand automotive giapponesi hanno annunciato un protocollo per lo sviluppo congiunto di dispositivi di comunicazione per i veicoli di nuova generazione.  La crescita delle auto connesse in circolazione è legato anche a recenti normative europee come quella che introduce il sistema eCall di chiamata automatica di emergenza, diventato obbligatorio dal 1 aprile 2018 su tutti i nuovi modelli di auto omologati. Si tratta di un dispositivo elettronico in grado di rilevare un forte impatto dell’auto e attivarsi generando una chiamata automatica al numero di emergenza unico per tutti i Paesi dell’Unione europea. Il sistema in tal modo permette ai soccorritori di conoscere in tempo reale informazioni fondamentali per l’intervento, come l’esatta posizione del veicolo, il tipo di auto e alimentazione, il numero delle persone a bordo. Il segnale di emergenza può anche essere attivato manualmente mediante apposito pulsante sotto al cruscotto dell’auto.

Assistenza stradale digitale

Per rendere più efficace il protocollo eCall, Europ Assistance ha messo a punto un sistema intelligente di chiamata automatica di emergenza per le auto, che coniuga le potenzialità analitiche dell’ IoT (internet of Things) con la flessibilità di una centrale operativa per analizzare e filtrare le segnalazioni di emergenza, trasmettendo solo quella rilevanti ai servizi di pronto intervento. Una soluzione intelligente per non sovraccaricare i servizi di pubblica emergenza, già particolarmente sotto pressione per la pandemia.

L’auto si acquista online

Le nuove tecnologie stanno trasformando profondamente anche le logiche di acquisto. Da un recente sondaggio Deloitte Italy, un italiano su due si dichiara interessato all’idea di acquistare la sua prossima auto direttamente online. Logico dunque che le case automobilistiche stiano investendo in tecnologie digitali per migliorare le esperienze di acquisto dei potenziali clienti. Che sempre più si aspettano una proposta attraente e personalizzata.
Dalla realtà virtuale ai supporti agli acquisti su tablet e smartphone, dai chioschi interattivi nei punti vendita ai canali e-commerce, fino alle dirette social e alle stories, diversi brand di auto e i loro concessionari si stanno attrezzando per coinvolgere l’acquirente con tutti gli strumenti digitali disponibili. Una serie di soluzioni con cui le case automobilistiche stanno cercando di risollevarsi dalla crisi di vendite dovute alla pandemia.

Auto a guida autonoma

Un capitolo di particolare interesse, ma anche molto delicato per le diverse implicazioni, è quello relativo ai sistemi di guida autonoma. Anzi, per meglio dire, dei sistemi di assistenza alla guida o ADAS (che dal luglio 2022 diventeranno obbligatori sulle auto nuove), in grado di monitorare e in caso di intervenire per correggere parametri come velocità, superamento di carreggiata, evitare ostacoli improvvisi, assistere durante il parcheggio e molto altro. Dotazioni tecnologiche diventate di serie sulla maggior parte delle auto di ultima generazione.

Ma se le auto connesse incontrano sempre maggiori favori degli automobilisti, così non si può dire per le auto a guida autonoma. Se le prime infatti comprendono tecnologie già molto diffuse e che riguardano servizi e assistenza per chi guida, le seconde, almeno al livello attuale di tecnologia (ADAS livello 2, ovvero automazione parziale), pare abbiano tempi di diffusione più lunghi, dovendo implicare ancora un grande salto anche a livello normativo e assicurativo.

A tale propostio, dalla ricerca del 2020 di KPMG “Autonomous Vehicles Readiness Index” che osserva la preparazione all’adozione dei veicoli autonomi di 30 paesi, attraverso l’analisi di indicatori chiave, tra cui legislazione in materia, innovazione e infrastrutture, emerge che i paesi più virtuosi sono Singapore, Olanda e Norvegia. L’Italia risulta in 24° posizione. Cionostante qualcosa si muove anche da noi, specie a partire dall’approvazione del Decreto “Smart Roades”, che regolamenta la sperimentazione di veicoli a guida autonoma e connessi su strade pubbliche. Seguendo il Decreto, in alcune città italiane sono state testate le primo auto a guida autonoma di livello 3.

Un ulteriore impulso a questo settore dovrebbe giungere da due elementi. L’introduzione della tecnologia 5G con cui sarà possibile sviluppare connessioni V2X (vehicle-to-everything). Il piano di investimenti di ANAS che prevede entro il 2030 di dotare 3.000 km di strade di tecnologie in grado di rendere possibile la guida autonoma.

Autodiagnosi officina

I nuovi sistemi tecnologici contribuiranno a diminuire incidenti e guasti alle auto, ma contemporaneamente daranno vita a una moltitudine di dati da dover gestire. L’auto connessa comunicherà anche con l’officina e anzi sarà questa a contattare il proprietario dell’auto in caso di eventuali anomalie riscontrate con la diagnosi in modalità telematica da remoto. Questo implica che anche l’universo delle officine e delle autoriparazioni si dovrà adeguare a un contesto sempre più digitalizzato che sposterà l’approccio dall’ambito strettamente automobilistico e meccanico a quello informatico.

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