Chi non ha in casa un animale domestico non sa cosa significhi in termini di compagnia, affetto, condivisione, gioco. Anche se ovviamente la convivenza implica una serie di responsabilità specie riguardo il rispetto e la cura del pet. Di fatto, cani e gatti fanno parte delle famiglie italiane in numero sempre maggiore. Da un rapporto Eurispes del 2020 per esempio, emerge che quasi il 40% degli italiani ha almeno un animale domestico. Di questi il 48% sono cani, il 29% gatti e, a distanza, seguono uccelli, tartarughe, pesci.

E con l’avvento dalla pandemia molti italiani hanno deciso di prendere un animale domestico. Sono circa 3,5 milioni i nuovi amici pelosi accolti nelle nostre case durante o poco dopo il lockdown della scorsa primavera.

Pet Therapy e importanza sociale del cane

Amico fedele e insostituibile, specie per le persone che vivono da sole, il cane non è però soltanto un animale da compagnia. Sempre più spesso ha un ruolo di importanza sociale. La speciale relazione tra essere umano e cane, le cui origini risalgono a migliaia di anni fa, porta con sè infatti una serie di benefici fisici e psicologici di diversa natura e portata. Se da un lato è infatti evidente che il cane dovendo uscire, correre e giocare, coinvolge in queste attività motorie il suo proprietario, con i conseguenti benefici, diversi studi sottolineano come il contatto frequente con il cane contribuisca anche diminuire i livelli di stress, ad aumentare l’autostima, fino ad accellare i processi di riabilitazione e guarigione.

Proprio per questo i nostri amici a quattro zampe si sono dimostrati utili nella Pet Therapy, la terapia di persone soggette a diverse patologie come autismo e disturbi comportamentali. Senza contare il ruolo fondamentale di guida per le persone non vedenti per i quali diventano letteralmente i loro occhi.

Intelligenza, pazienza, ma anche determinazione sono alcune delle caratteristiche tipiche del dna di questi animali che hanno permesso di affiancare l’uomo in attività quotidiane, talvolta anche pericolose. Si pensi ai salvataggi in mare o a seguito di catastrofi naturali come terremoti, inondazioni e valanghe.

Segugi anti-Covid

Tra i pregi del cane c’è anche la straordinaria capacità di rilevare disturbi e malattie. E infatti in tempi di pandemia ecco i cani anti-covid, segugi in grado di fiutare letteralmente il Coronavirus dal sudore delle persone. L’efficacia della loro azione di individuazione del virus potrebbe rappresentare un valido aiuto per il settore dei viaggi con il loro impiego, per esempio, negli aeroporti. A tale proposito, a Roma, nel campus Bio Medico del Policlinico Universitario, è da poco partito un progetto di addestramento di unità cinofile per il riconoscimento del Covid-19.

Cani e gatti: la nuova normalità

In periodo di isolamento domestico forzato la presenza degli amici a quattro zampe nelle nostre case si è dimostrata quanto mai gradita, per non dire terapeutica per il nostro benessere. Durante il primo lungo periodo di lockdown infatti la passeggiata quotidiana con il cane rappresentava uno dei pochi momenti di evasione dall’isolamento domestico. In pratica, ci siamo trovati a trascorrere molto più tempo con cani e gatti che non con amici, colleghi e familiari.

Relazioni e abitudini sono dunque cambiate in questo ultimo anno sotto tutti i punti di vista. Se da un lato infatti c’è una maggiore attenzione alla relazione e quindi una conoscenza approfondita, dall’altra si rischiano fenomeni di simbiosi e dipendenza che cani e gatti dimostrano con segnali di stress, quali agitazione, aggressività, alterazione dell’appetito e del sonno. Per migliorare la convivenza in questa nuova normalità in cui abitudini e relazioni sono cambiate, si possono seguire alcuni consigli pratici.
Per il cane:

  • reintrodurre e seguire una routine quotidiana
  • passare del tempo di qualità con momenti di interazione e gioco
  • in situazione di agitazione possono essere utili i feromoni che inviano messaggi rassicuranti al cane

Per il gatto:

  • creare degli spazi dove si possa isolare in tranquillità
  • rispettare i suoi tempi, per esempio non forzarlo a fare attività

Cani e gatti possono contrarre il Covid e trasmetterlo?

In tempi di pandemia la convivenza con i nostri amici a quattro zampe è cambiata anche a livello di dubbi, timori e precauzioni sanitarie. A proposito di Covid-19 e animali domestici, il Ministero della Salute ha pubblicato alcune utili informazioni e suggerimenti. Primo fra tutti il fatto  che non esistono evidenze che gli animali domestici abbiano un ruolo nella diffusione del Covid-19.
Nonostante ciò in diversi Paesi sono stati segnalati cani e gatti positivi al virus a seguito del contatto con persone infette. Il Ministero della Salute comunque consiglia di seguire comportamenti precauzionali, quali:

  • Lavarsi bene le mani prima e dopo essere stati a contatto con gli animali, scodelle del cibo, lettiere
  • Evitare il più possibile il contatto ravvicinato col proprio animale se si è positivi al Covid-19
  • Gli animali che convivono con soggetti positivi devono ridurre i contatti con persone e altri animali
  • Al ritorno dalla passeggiata pulire le zampe e pelo con prodotti non irritanti né aggressivi
  • L’alimentazione non necessita di essere cambiata
  • Gli alimenti per animali domestici non sono fonte né via di trasmissione del virus

In ogni caso, i servizi veterinari lavorano con la sanità pubblica per condividere le informazioni finalizzate alla valutazione del rischio. Dunque, per qualsiasi dubbio di carattere sanitario è opportuno rivolgersi al proprio veterinario di fiducia.

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