“Alla mia assicurazione salute ci pensa il mio datore di lavoro, non ho bisogno di altro”. Tanti italiani hanno questa convinzione, ma sarà davvero così? Logica vuole che tra il Servizio Sanitario Nazionale e la polizza salute fornita dall’azienda per cui lavoriamo, ci dovremmo sentire più che tranquilli. A guardar bene però la situazione può essere molto più complessa e raramente le assicurazioni fornite ai dipendenti sono davvero complete.

Compensare le carenze del Servizio Sanitario Nazionale

Partiamo da un assunto: il Servizio Sanitario Nazionale è spesso insufficiente. Non a caso negli ultimi anni il ramo vita-salute è stato quello più in crescita nel mondo assicurativo. Tante persone hanno stipulato polizze capaci di fornire consulenze mediche veloci e gratuite, soprattutto specialistiche, e che consentono di non sottostare alle lungaggini o alle inefficienze delle strutture statali.

Nonostante infatti gli ottimi medici e personale sanitario che operano negli ospedali pubblici o privati convenzionati, la mole di lavoro è talmente importante che spesso si creano dei disservizi. Almeno una volta è capitato a tutti di voler prenotare un esame diagnostico o una visita specialistica e vedersi proporre date lontane mesi.

Da qui la necessità di tutelarsi personalmente e di avere una assicurazione privata che possa aiutarci nei momenti di difficoltà.

Con il coronavirus è cambiata la nostra percezione

Con la pandemia si è anche diffusa una nuova e più profonda sensibilità sul tema salute. Quanto avremmo desiderato in questi mesi un video consulto medico, salvo scoprire che questo servizio non viene neanche ipotizzato dal sistema statale? In tanti hanno fatto affidamento alla polizza salute che spesso viene fornita dal datore di lavoro. Ma anche in questo caso non è detto che vada tutto liscio.

Tipicamente queste polizze sono frutto di accordi tra un’azienda e una compagnia di assicurazioni, pensate per un ampio numero di persone: è naturale che comprenda pacchetti standard che difficilmente possono coprire la complessità di esigenze della singola persona. Si tratta inoltre nella maggior parte dei casi di prodotti che coprono le malattie più comuni e hanno scarsa flessibilità, difficile far rientrare trattamenti per patologie che non siano scritte nero su bianco sul contratto.

Tutelarsi è una scelta personale

Per questo, anche se disponiamo di una polizza salute offerta dall’azienda in cui lavoriamo, non possiamo sentirci completamente garantiti. Certamente la voglia e il tempo per andare a leggere tutte le clausole facciamo fatica a trovale, ma sarebbe importante essere coscienti della propria situazione, capire in quali casi noi e le nostre famiglie siamo tutelati e con quali limiti. Uno degli esempi più classici in cui possiamo trovarci in difficoltà è la fisioterapia. A livello di Servizio Sanitario Nazionale il sistema è ingolfato, mentre le polizze “standard” difficilmente lo prevedono. Con il risultato che spesso finiamo per pagare di tasca nostra.

Lo stesso discorso vale per l’assistenza che difficilmente può essere garantita 24 ore su 24, così come per il video consulto medico di cui parlavamo prima.

La buona notizia è che non è necessario “duplicare” la polizza, si può ragionare in termini di completamento. Ad oggi le compagnie assicurative più moderne e sensibili offrono pacchetti vita-salute personalizzabili. Europ Assistance con la polizza Eura Salute 360 offre tutta una serie di soluzioni capaci di adattarsi alle esigenze del cliente e attivarsi solo per quelle aree che restano eventualmente scoperte da altre coperture. L’uso delle tecnologie con app dedicate come MyClinic, la possibilità di avere a disposizione figure professionali come il Care Manager che ci aiuta a trovare i giusti specialisti e tutti gli altri servizi, ci consentono di avere una copertura completa e puntuale. Con il Covid-19 abbiamo scoperto – nel peggiore dei modi – quanto la nostra salute possa essere a rischio e quanto i pericoli possano sorgere da un giorno all’altro. La responsabilità di proteggere noi e i nostri cari è una scelta che non possiamo delegare: va fatta a livello personale.

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