Con il Black Friday e il Cyber Monday abbiamo fatto incetta di tecnologia e adesso? Adesso siamo pronti a tuffarci nelle meraviglie del digitale, attenzione però: la tecnologia non è priva di rischi.

Il 2020 si sta rivelando l’anno d’oro dei crimini informatici. Il motivo è semplice: mai come quest’anno abbiamo utilizzato così tanto gli strumenti digitali. Anche chi normalmente si trovava a usarli marginalmente o solo per piacere, si è trovato costretto a un massiccio impiego di internet in svariati ambiti.

Oltre che per svago, abbiamo imparato a usare il digitale per lavoro, per seguire le lezioni, per tenere traccia dei progressi dei nostri figli attraverso il registro elettronico, per fare acquisti (anche di generi alimentari) e persino per sbrigare pratiche burocratiche, visto il grande sforzo che la Pubblica Amministrazione sta facendo per trasferire i suoi servizi online.

Il risultato di questa massiccia migrazione di persone online ha avuto delle ripercussioni importanti sul tema del cyber crime, secondo la ricerca realizzata per Europ Assistance da Lexis Research, Cyber & Digital protection, effettuata su 7.200 persone in nove Paesi, la crescita annua del rischio quest’anno è stimabile in un +66%. Gli attacchi possono essere diversi: il phishing, una truffa attraverso cui si cerca di portare la vittima a fornire informazioni personali, dati finanziari o codici di accesso fingendosi un ente affidabile; ci sono i virus e i malaware che possono infettare o bloccare un dispositivo, il furto di identità per scopi illeciti o per poi ricattare la vittima… Insomma i rischi ci sono, a fronte di un atteggiamento degli utenti non sempre troppo prudente: il 19% degli intervistati non cambia mai nemmeno la password.

Molto pericoloso credersi estranei dal fenomeno. Erroneamente pensiamo che per essere vittime di un attacco informatico sia necessario avventurarsi chissà dove, mentre utilizzando solo pochi siti o app siamo al sicuro. In realtà la situazione è esattamente all’opposto: i pirati informatici vanno a caccia proprio delle persone comuni e puntano a trovarle con i sistemi più semplici e diretti, non a caso la mail resta lo strumento più utilizzato dai cosiddetti hacker. Gli utenti esperti sono più difficili da circuire.

La situazione è chiara:

– Utilizziamo il digitale sempre di più nella nostra vita

– Gli attacchi informatici sono costantemente in aumento

– Non saremo mai abbastanza esperti da poterci difendere da soli

C’è anche un altro elemento da considerare: con l’aumentare del tempo che passiamo online, degli strumenti che collezionano i nostri dati e delle tipoligie di operazioni che facciamo, la quantità di informazioni personali che forniamo cresce costantemente. Il codice fiscale, l’indirizzo di casa, la targa dell’auto e persino la taglia dei vestiti: non c’è dato che non abbiamo inserito su internet almeno una volta.

Il digitale è ormai parte della nostra vita e lo sarà sempre di più, per questo se non avete in programma di diventare dei super esperti del cyberspazio, l’unica scelta possibile è tutelarsi attraverso un prodotto assicurativo valido. Le soluzioni proposte sono ormai pensate per integrare assistenza completa e costante: sia prima che, eventualmente, durante e dopo un attacco informatico. Accendendo una polizza dedicata si possono ottenere i migliori sistemi di protezione passiva che possono eliminare alla radice la maggior parte delle minacce, per esempio attraverso antivirus e antimalawere sempre aggiorati. Dove questi non siano sufficienti entrano in gioco i servizi di consulenza, pensati per essere attivati appena scopriamo di essere vittime di un attacco informatico, normalmente questo è il momento più stressante perché non sappiamo cosa fare e a chi rivolgerci, avere qualcuno da chiamare può fare davvero la differenza. Infine la garanzia di una compagnia assicurativa esperta ci consente poi di recuperare eventuali danni subiti se tutte le strategie messe in campo non sono bastate.

Non guideremmo mai un’auto senza avere la sicurezza che tutti i sistemi siano funzionanti, né ci metteremmo al volante senza una copertura assicurativa a tutelarci da eventuali infortuni. I nostri tempi ci portano sempre di più a percorrere strade digitali, anche queste vanno affrontate con prudenza.

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