I tempi sono maturi per la digitalizzazione del settore salute. L’ultimo anno, caratterizzato da un’emergenza sanitaria senza precedenti ha aperto definitivamente a questa possibilità vincendo le resistenze di chi ancora era scettico. Con il coronavirus il contatto fisico è diventato un comportamento a rischio e abbiamo trovato tutte le soluzioni possibili per ridurre gli incontri, questa esigenza è stata ancora più sentita nell’ambito della salute, anche perché chi cerca una soluzione a un problema sanitario è per definizione in una condizione di maggiore fragilità.

Durante l’anno appena trascorso tante soluzioni digitali sono diventate comuni a partire dalla più semplice: la trasmissione online delle ricette e il conseguente invio di farmaci direttamente a casa. È stato chiaro a tutti che le tecnologie erano già abbondantemente sufficienti, a fermarci era solo una sorta di pigrizia mentale o l’abitudine. Oltre alla dematerializzazione delle ricette, si sono ottenuti buoni risultati anche sul fronte dei video consulti medici. Evitare sale d’attesa affollate per una visita che poteva essere svolta a distanza è diventato finalmente possibile. Pur non essendoci dati a livello nazionale, basta guardare i dati Europ Assistance: nel 2020, da gennaio a novembre, abbiamo registrato un incremento del 139% dei video consulti.

In generale l’uso delle tecnologie digitali nella salute sta aumentando. Lo certifica anche il Deloitte Centre for Health Solution – centro di ricerca di Deloitte specializzato nelle tematiche e nelle pratiche legate alla Sanità – che nel suo report “Digital transformation: Shaping the future of European healthcare” ha misurato lo stato attuale della situazione e l’impatto della pandemia. A partire dalla cartella clinica elettronica che in Italia viene usata dal 69% degli operatori sanitari. Il 66% degli intervistati inoltre ha dichiarato di aver incrementato l’impiego di tecnologie digitali per supportare il lavoro degli operatori sanitari a seguito dell’emergenza COVID-19.

È pur vero che la cartella digitale elettronica è una realtà solo in alcune Regioni italiane, mentre in altre è ancora una chimera. In attesa che il Servizio Sanitario Nazionale riesca a uniformare il servizio, le soluzioni private possono garantire questa innovazione.

Europ Assistance punta sul digitale per il settore salute già da diversi anni, la app dedicata si chiama MyClinic e se prima era considerato un servizio in più per i titolari di una polizza salute, nell’ultimo anno è diventato uno strumento primario.

L’utilità dei servizi proposti con la polizza salute si è confermata anche nell’opportunità di ricevere assistenza qualificata a domicilio, essenziale per i tanti anziani rimasti isolati dai loro care giver. Altrettanto importante si è dimostrato il ruolo del Care Manager, una figura capace di aiutare gli assistiti a individuare i giusti specialisti e fissare facilmente appuntamenti, grazie alla rete di professionisti messa a disposizione da Europ Assistance.

La strada da percorrere è ancora lunga, ma la meta è chiara: si punta a una sempre maggiore digitalizzazione della salute. Lo dimostra anche il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ovvero il piano di spesa delle risorse europee che il governo sta confezionando. Per quanto non ancora definitivo, sul fronte sanitario è chiaro che ci saranno forti investimenti rispetto a due direttrici chiave: “Assistenza di prossimità e telemedicina” e “Innovazione, ricerca e digitalizzazione dell’assistenza sanitaria” che godranno di ingenti fondi.

Si punta a un nuovo modello di “sanità connessa” in cui la telemedicina avrà un ruolo fondamentale.

I progetti del governo si dispiegheranno nel corso dei prossimi cinque anni, ma nel frattempo per tutelarci e per usufruire fin da subito delle opportunità messe a disposizione dalle nuove tecnologie si possono accendere polizze salute private che contemplino un forte utilizzo del digitale.

Sicuramente queste innovazioni sono arrivate per un impulso negativo: una pandemia. Ci ha privato di tanti aspetti importanti della nostra vita e in un anno ha reso l’online un punto nevralgico delle nostre vite, per conservare ciò che di buono questa emergenza ha portato è importante che i passi avanti fatti sul fronte della digitalizzazione della salute siano punto di partenza per un futuro sempre più innovativo.

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