Nell’ultimo anno a causa della pandemia, è profondamente cambiata la sensibilità riguardo al tema salute e prevenzione. Il Covid ci ha fatto drammaticamente scoprire quanto la salute sia un bene prezioso, e come i pericoli ad essa legati possano insorgere da un giorno all’altro.

Al tempo stesso l’emergenza sanitaria ha introdotto regole di sicurezza come il distanziamento sociale, che ha drasticamente ridotto le occasioni di incontro e di contatto a tutti i livelli sociali. Non ultima la possibilità di usufruire di consulti medici, esami clinici e cure per la salute e il benessere della persona. Una situazione percepita soprattutto nelle fasce di età più sensibili.

In particolare, con l’approssimarsi delle vacanze estive il benessere degli anziani diventa un tema piuttosto delicato specie considerando che molti di loro rimangono da soli a casa. Le nuove tecnologie e la crescente digitalizzazione del settore della salute possono essere sfruttate come valido aiuto per risolvere, o quanto meno rendere meno pesante, questa condizione di solitudine e il bisogno di cure. Senza trascurare però l’aspetto umano così fondamentale in questioni delicate come il caregiving.

Il tema della sanità connessa è diventato centrale anche nelle scelte programmatiche del Governo. Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), e le relative risorse destinate alla ripartenza del Paese, rappresentano un’occasione decisiva anche per l’evoluzione del sistema sanitario verso la cosiddetta Connected Care, un sistema integrato, connesso e personalizzato attraverso il pieno utilizzo delle tecnologie digitali. All’interno di questo sistema si inserisce anche il riesame dei processi di cura e assistenza in un’ottica digitale.

La sanità digitale

I cambiamenti introdotti dalla pandemia hanno contribuito ad un’accelerazione nei processi di digitalizzazione dell’universo della salute. Una situazione sottolineata anche dai dati di diverse recenti ricerche. Dall’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità condotta dalla School of Management del Politecnico di Milano è emerso che la spesa per la Sanità Digitale è cresciuta nell’ultimo anno del 5%, raggiungendo un valore complessivo di 1,5 miliardi di Euro. A sostegno di questo dato, secondo lo studio di Deloitte “Digital Transformation: shaping the future of european healthcare“, il 65% degli operatori sanitari interpellati ha assistito a un incremento della tecnologia digitale a seguito dell’emergenza Covid.

Similmente ad altri servizi digitali, il cui utilizzo è cresciuto in maniera esponenziale nell’ultimo anno, come smart working, didattica a distanza, shopping online, così il consulto medico online o la consegna a domicilio dei farmaci sono diventate pratiche sempre più richieste e disponibili. Nel caso del consulto per via digitale si è registrato un deciso incremento nell’ultimo anno, per una soluzione che ha molteplici aspetti positivi: riduzione della concentrazione di persone nelle strutture ospedaliere, rapidità di prenotazione, possibilità di programmare una serie di consulti con determinate scadenze specifiche.

Oltre a quelli appena citati, vi sono tanti altri aspetti legati alla salute che oggi possono essere gestiti in maniera innovativa grazie alla tecnologia: cartelle cliniche digitali, controllo parametri vitali da remoto, trasmissione referti e molti altri. Tra gli strumenti digitali, le App, come MyClinic di Europ Assistance, possono essere un valido supporto anche nella fasi di prevenzione, cura e follow up, risultando particolarmente apprezzate dai pazienti, in quanto aumentano la consapevolezza del proprio stato di salute e aiutano a rispettare il proprio piano di cura, almeno da quanto emerge dalla ricerca Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità condotta dalla School of Management del Politecnico di Milano.

Assistenza domiciliare e Care Manager

Se finora l’assistenza domiciliare era dedicata a persone con difficoltà a muoversi autonomamente, con l’arrivo della pandemia è diventata un’opportunità sempre più richiesta, per semplificare la vita ed evitare di doversi recare in affollati studi medici o strutture specialistiche. Con l’approssimarsi della stagione estiva la questione dell’assistenza domiciliare torna di grande attualità non solo per garantire il benessere degli anziani soli, ma anche per la tranquillità dei loro caregiver che possono partire più sereni per le vacanze.

E ciò risulta evidente anche dai dati di un’indagine BVA Doxa commissionata da Europ Assistance, da cui emerge che l’83% del campione ha dichiarato di aver aumentato l’attenzione alla propria salute e a quelli dei propri cari. Mentre il 100% degli intervistati afferma di avere in famiglia persone anziane che necessitano di essere assistite nelle loro attività quotidiane. Al tempo stesso è molto diffusa la preoccupazione di non potersi occupare dei propri cari in difficoltà, unitamente alla necessità di essere adeguatamente consigliati circa il percorso sanitario più adatto alle singole esigenze. Per questi motivi le compagnie assicurative più sensibili e innovative propongono polizze e pacchetti vita-salute studiate per coprire le molteplici esigenze di ogni persona. In particolare Europ Assistance con Eura Salute 360 offre soluzioni su misur,a che abbinano il potenziale delle più attuali tecnologie all’aspetto umano dell’assistenza, in modo da offrire una copertura sanitaria completa e puntuale.

In particolare la figura del Care Manager risulta strategica nell’affrontare con maggiore serenità la questione dell’assistenza domiciliare agli anziani, specie ricordando che, secondo i dati Istat del 2020 in Italia oltre 7 milioni di persone hanno più di 75 anni, quasi il 12% della popolazione. Prendersi cura di una persona anziana è molto impegnativo, in quanto le esigenze sono specifiche e il carico emotivo può essere pesante da sostenere per i suoi caregiver. Il Care Manager offre una consulenza personalizzata a partire da un colloquio con i familiari, per giungere alla messa a punto di un piano di assistenza adeguato alle singole esigenze. Un aiuto fondamentale non solo per l’anziano, ma anche per la famiglia che risulta alleggerita dal ruolo di supporto. 

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