È il desiderio di tutti, lasciarci alle spalle la pandemia e tornare alla normalità. Quando nel 2020 il coronavirus ha cominciato a diffondersi nel mondo, tutti i Paesi si sono trovati inermi di fronte a un male che si diffondeva con subdola e mortale efficienza. Dopo un anno di perdite oggi abbiamo finalmente un’arma per combattere il Covid-19: i vaccini.

Messi a punto grazie a uno sforzo congiunto di migliaia di ricercatori in tutto il mondo si è arrivati a trovare un antidoto efficace al diffondersi della pandemia, capace quantomeno di prevenire gli sviluppi più gravi della malattia.

La campagna vaccinale procede con macroscopiche differenze tra le aree geografiche del mondo. Se Paesi come Cina e Russia hanno preso una strada autonoma con vaccini creati nei rispettivi centri di ricerca, il resto del mondo ha a disposizione un numero limitato di prodotti e le case farmaceutiche proprietarie dei brevetti stanno cercando di soddisfare la richiesta. Guardando ai Paesi occidentali, Stati Uniti e Israele si sono distinti per la velocità con cui stanno vaccinando la popolazione residente, anche il Regno Unito procede a passo spedito, mentre l’Unione Europea è in difficoltà. In coda alle classifiche ci sono i Paesi più poveri, in via di sviluppo che non hanno le risorse per acquistare dosi sui mercati.

Lo scacchiere internazionale si è fatto complicato e le tensioni sono forti. A fare le spese di questa situazione sono i cittadini che restano in balia di decisioni che avvengono altrove e aspettano il turno per vaccinarsi, nel frattempo però il tempo passa e i dubbi si diffondono. Spesso alimentati da affascinanti fake news o da un’informazione imprecisa, le paure si fanno strada e possono mettere radici tra la popolazione.

Perché la campagna vaccinale proceda con successo ognuno è chiamato a fare la sua parte. In particolare in questo ambito, quello informativo, nessuno può esimersi dal fornire il suo contributo.

Per aiutare a diffondere le giuste informazioni, la comunicazione deve essere anzitutto autorevole, ma deve anche poter raggiungere tutti e pazientemente rispondere ad ogni dubbio. Va in questa direzione l’iniziativa messa in campo da BNP Paribas Cardif, BNL ed Europ Assistance Italia che hanno messo insieme le forze per creare il primo servizio, legato a una polizza assicurativa, per consulenza e assistenza telefonica qualificate, legate al vaccino anti-covid.

Gli assicurati potranno così contattare il servizio “Assistenza vaccini anti Covid-19” sia per ricevere informazioni a carattere generale sui vaccini, sia per ricevere assistenza medica dopo aver ricevuto la dose e, nel caso si renda necessario, anche per ottenere una visita medica a domicilio.

Oltre a tutelare la salute di chi si è sottoposto al vaccino, l’iniziativa contribuisce a diffondere informazioni corrette supportate scientificamente, limitando così il diffondersi di notizie false e allarmanti.

Insieme alla carenza di fiale per immunizzare la popolazione mondiale e ai problemi logistici per le inoculazioni, è la disinformazione a rappresentare il rischio più grande per la campagna vaccinale. Oltre ai No-vax convinti che per fortuna restano una minoranza, ci sono tante persone dubbiose sull’efficacia o sulla pericolosità dei vaccini. Persone che hanno sempre creduto nella scienza, ma che in questo caso preferirebbero aspettare o addirittura non vaccinarsi. Spesso questo atteggiamento è alimentato dalla disinformazione che può e deve essere combattuta da ciascuno di noi singolarmente, così come dalle aziende che hanno una lunga esperienza nell’ambito della salute e l’autorevolezza per poter essere un punto di riferimento.

Europ Assistance già dal 2013 ha ottenuto la qualifica di struttura sanitaria, composta da un direttore sanitario, medici disponibili in Centrale Operativa o per le visite a domicilio, oltre a operatori altamente specializzati e aggiornati, grazie a questa iniziativa ora questo patrimonio di competenze può essere a disposizione delle esigenze dei clienti e a servizio della corretta informazione.

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