La pandemia ha cambiato abitudini e stili di vita. Anche in termini di luoghi e modalità di lavoro e di vacanza. E se nell’ultimo anno abbiamo potuto viaggiare poco o nulla, ora possiamo recuperare. Meglio ancora se riuscendo a coniugare la voglia di tornare a viaggiare con le proprie esigenze di lavoro. Non per nulla si parla sempre più spesso di workation, neologismo composto dai termini “work” e “vacation”, che indica la possibilità di lavorare da remoto in luoghi di vacanza.

Che si tratti di mete esotiche o turismo di prossimità, a prescindere dal luogo di destinazione, la workation si fonda sulla disponibilità di una rete di strutture ricettive dotate di servizi digitali evoluti per permettere di lavorare da remoto da qualunque angolo del mondo.

Un fenomeno in crescita non solo in luoghi da sogno esotici come Seychelles o Mauritius, ma anche nel vecchio Continente, Grecia in primis. E in Italia? Anche da noi ci sono esempi virtuosi di workation.

Seychelles Workcation Retreat

Lavorare immersi in un eden naturalistico tra sole, mare turchese, sabbia finissima bianca e vegetazione lussureggiante, soggiornando in un resort di lusso attrezzato con tutto ciò che serve per svolgere la propria professione. Un sogno divenuto realtà in questi tempi strani e fluidi che stiamo vivendo. Dal mese di marzo 2021 il governo delle Seychelles ha riaperto ai turisti lanciando “Seychelles Workcation Retreat” un programma di agevolazioni per soggiorni di durata medio-lunga incentrato su un mix tra lavoro ed esperienza di vita delle isole, sempre in completa sicurezza. Il progetto permette a coloro che possono lavorare da remoto, di soggiornare per un minimo di 30 giorni e un massimo di un anno a tariffe agevolate in resort selezionati dell’arcipelago. Per cercare di attrarre turisti, diverse strutture propongono formule speciali di soggiorni in workation della durata di  uno o due mesi, comprensive di vantaggi, sconti e agevolazioni. In media la stima per chi aderisce al progetto è di spendere circa il 30% in meno sulle tariffe di servizi e prodotti rispetto ai turisti tout court. Il tutto a partire dalla sicurezza garantita da nuovi protocolli anti Covid seguiti da hotel e resort che accolgono i nuovi nomadi digitali.

Smart working alle Canarie

Lavorare da remoto negli splendidi scenari delle isole Canarie è diventata una realtà già dall’estate 2020. Una location ideale che si afferma anche nel 2021 grazie a diverse realtà che offrono programmi di smart working, co-working e co-living a Fuerteventura, tra dovere e piacere. Un’esperienza unica tra lavoro e tempo libero da condividere con altri smartworkers. Si possono prevedere soggiorni anche minimi (una settimana) in ville con spazi dedicati al lavoro con wi-fi e luoghi per socializzare. Un’idea pensata per freelance, ma anche per aziende che vogliono una soluzione originale e d’appeal per i propri team o i propri clienti.

Workation nel mondo

Per cercare di attrarre smartworker e nomadi digitali da tutto il mondo, diversi paesi hanno attuato politiche ad hoc. Ad esempio Mauritius ha attivato un visto premium della durata di 1 anno (con possibilità di proroga) totalmente gratuito, che permette di soggiornare legalmente lavorando da remoto in uno scenario incantato.

La Grecia rappresenta una delle destinazioni più richieste dagli smart worker sia per il fascino paesaggistico, specie delle sue isole, che per la vicinanza all’Italia. Di recente il Governo greco ha varato un regime fiscale speciale mirato a richiamare cittadini di altre nazioni. Le agevolazioni consentono di mantenere il proprio lavoro in smart working, godere di scenari da favola e approfittare di una riduzione delle tasse del 50%.

Smart working e workation

Se prima della pandemia nel nostro Paese gli smart worker erano poco meno di 600 mila, nel 2020 sono diventati oltre 6,5 milioni (dati Eurispes). Con l’allentamento delle restrizioni e il ritorno alla posibilità di viaggiare in Italia e in diversi paesi del mondo, anche lo smart working si sta evolvendo da necessità a nuova concezione del lavoro. Un nuovo scenario che sempre più cerca di coniugare le esigenze lavorative con il turismo. Complici tecnologia e digitalizzazione, sembra impossibile non pensare al lavoro anche nei weekend e in vacanza. Secondo un sondaggio di Washington Examiner il 70% degli intervistati (principalmente millenial) resta attivo anche nel fine settimana e il 39% si dichiara disposto a lavorare anche in vacanza. Nel nostro Paese, uno studio recente del portale Italianway segnala che il 35% delle prenotazioni per le vacanze estive 2021 è in ottica holiday working ovvero smart working e/o Dad (didattica a distanza). E le preferenze vanno per appartamenti o ville in affitto per periodi medio-lunghi, anche di 3 settimane, che abbiano determinate dotazioni. Prima fra tutti la connessione wi-fi illimitata e veloce. Un’altra caratteristica molto richiesta è la disponibilità di un’area aperta privata, giardino, dehor o terrazza, meglio se dotata di zona barbecue. Per alternare al lavoro o allo studio momenti di svago e relax, come vuole la workation.  Anche molte strutture ricettive si sono attrezzate in ottica workation proponendo soluzioni ad hoc per poter permettere agli ospiti di svolgere la propria attività professionale anche in vacanza.

Workation in Italia

Non c’è bisogno di intraprendere lunghi viaggi in paradisi esotici e lontani per scoprire i benefici effetti della workation. Anche nel nostro Paese diversi comuni si sono attrezzati per proporre interessanti opportunità a coloro che vogliono trascorrere periodi medio lunghi o addirittura trasferirsi. Uno dei casi più emblematici è Santa Fiora, tra i borghi più belli d’Italia, nella Maremma toscana, ai piedi del Monte Amiata. In ottica di ripopolare il comune, l’amministrazione si è offerta di pagare il 50% delle spese di affitto per soggiorni da due a sei mesi. Un’occasione unica per un’esperienza slow, ma senza rinunciare alla tecnologia digitale. Con il progetto Santa Fiora Smart Village, infatti, il borgo è stato interamente cablato per offrire connessione ad alta velocità.

Sull’onda della workation nei borghi sono sorte diverse iniziative, come Borgo Office, una piattaforma online che permette di prenotare soggiorni più o meno lunghi in strutture selezionate, specie agriturismi e aziende agricole, con possibilità di lavorae da remoto immersi in incantevoli scenari storici e naturalistici. In questo caso il soggiorno è gratuito, ma si sostiene la struttura acquistando i prodotti locali oppure comprando pacchetti di esperienze da svolgere nel borgo ospitante, in modo da aiutare le attività locali.

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