Gli inglesi lo chiamano “brutto anatroccolo” ed è il neo che salta all’occhio perché è diverso da tutti gli altri. E per questo, è bene parlarne con il dermatologo, dal momento che si potrebbe trattare di un melanoma, cioè il tumore della pelle che si camuffa spesso sotto le spoglie di un neo. I dati dicono che il numero di melanomi è raddoppiato negli ultimi 15 anni e secondo l’Associazione italiana registri tumori oggi rappresentano la terza forma tumorale nelle donne e la seconda negli uomini under 50. «Sono dati indicativi anche di un cambiamento nell’approccio delle persone», interviene Elena Roscetti, specialista in dermatologia Ambulatori LILT Milano, Monza, Brianza. «Oggi per fortuna c’è una maggiore attenzione alla propria pelle, soprattutto tra le fasce più giovani, a vantaggio di una diagnosi più precoce. Purtroppo però ancora tra gli over 50 c’è una certa resistenza e superficialità verso questo tipo di prevenzione e quindi una sensibilità più bassa».  È la generazione degli amanti del sole e della tintarella, vittime di numerose scottature in età giovane e ancora restii ad applicare la protezione solare.

Si guarisce dal melanoma?

Talvolta il ricorso al dermatologo avviene solo quando si manifesta qualcosa di macroscopicamente evidente o “antiestetico” che il più delle volte si rivela essere una lesione assolutamente benigna. Ma la ricerca ha fatto passi da gigante. «Oggi la diagnostica non invasiva per le lesioni cutanee si è ulteriormente evoluta: abbiamo anche la microscopia laser confocale che ci permette di visualizzare le strutture cellulari della lesione in esame con una risoluzione che si avvicina alla tradizionale istologia», sottolinea la dottoressa Roscetti. «E il destino di chi ha un melanoma ad alto rischio di progressione oppure già in fase avanzata è stato modificato da terapie mirate che hanno dimostrato di migliorare la prognosi in questi pazienti».

Proteggi la tua pelle: l’ABCDE della prevenzione

La regola è di sottoporsi ad un autocontrollo, da soli oppure con l’aiuto di un familiare, almeno due volte all’anno. Il corpo va controllato con minuzia, mettendosi in piena luce in modo da non avere ombre sulla pelle. È necessario osservare anche zone nascoste come lo spazio tra le dita delle mani e dei piedi, tra i capelli, dietro le orecchie e la pianta dei piedi. Una volta “scovato”, il neo va guardato bene con una lente di ingrandimento, applicando la regola dell’ABCDE: Asimmetria, Bordi, Colore, Dimensioni, Evoluzione. Il “brutto anatroccolo” è tale perché può avere una forma irregolare simile a quella di un’isola fotografata dall’alto, oppure bordi netti e frastagliati, può avere un colore nero intenso oppure variegato dal marrone al nero al grigio fino al rossiccio, e, regola basilare, ha subito un’evoluzione nel tempo, con cambiamento della forma e colore e a volte repentino aumento delle dimensioni.

Chi è maggiormente a rischio?

«Se si nota qualcosa di diverso da subito, non bisogna perdere tempo ma rivolgersi allo specialista per un attento controllo e una diagnosi certa», continua la dottoressa Roscetti. «In ogni caso, aldilà dell’autoesame, è opportuno sottoporsi ad almeno una visita dermatologica annuale». Il controllo è necessario sempre, soprattutto se per natura si hanno sul corpo molti nei. «Altrettanto vale se ci sono dei precedenti in famiglia», conclude la dottoressa Roscetti. «È importante anche in caso di scottature solari prese da bambini, perché è un fattore che può aumentare il rischio». I controlli vanno fatti anche da chi ha pelle olivastra, occhi scuri e non si scotta al sole. Non è vero infatti che solo chi ha la pelle chiara ha un rischio alto di melanoma. A fare la differenza infatti è un mix di particolari geni coinvolti nello sviluppo di questo tumore, che possono essere presenti al di là del fenotipo e delle caratteristiche individuali. 

L’impegno di Europ Assistance

Europ Assistance dal 2018 è in prima linea e a fianco dei dipendenti nella prevenzione oncologica, attraverso campagne di screening, workshop e webinar con l’obiettivo di sensibilizzare i colleghi nell’adottare comportamenti corretti per uno stile di vita sano. Da oggi al fianco di Lilt nelle sue campagne, a confermare l’impegno preso nel sostenere l’importanza della prevenzione per la lotta al cancro.

Articolo scritto da
LILT Milano Monza e Brianza

Associazione Provinciale Milano Monza Brianza APS della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, è al servizio della popolazione con l’attività degli Spazi LILT e con interventi mirati di sensibilizzazione, informazione, assistenza e supporto psicologico al malato e ai suoi familiari al fine di garantire a tutti le cure socio sanitarie necessarie e un adeguato livello di benessere sociale e psicologico.

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