Cos’è la pet therapy? È un quesito che forse ci si è posti, dato che questo termine viene spesso associato alle relazioni con gli animali domestici come cani e gatti. Vediamo cosa significa, quali sono le sue caratteristiche e i vantaggi per i bambini e gli adulti.

Cos’è la pet therapy

La prima volta che si è sentito parlare della pet therapy è stato alla fine del 1960 quando Boris Levinson, uno psicologo americano, sviluppò una terapia alternativa per migliorare il benessere di un individuo, utilizzando la relazione con un animale.
Agli inizi degli anni 90 questa tipologia di trattamento è arrivato anche in Italia, con risultati straordinari per la vita di bambini, adulti e per gli animali stessi. Oggi viene considerata una terapia non più sperimentale, ma applicata al fine di intervenire in situazioni in cui si cerca di evitare l’intervento farmacologico o una terapia ordinaria non ha avuto effetto.

Come si effettua la pet therapy

L’idea che ha portato allo sviluppo della pet therapy è strettamente connessa agli effetti che si determinano quando si instaura un rapporto sociale tra un essere umano, adulto o bambino, e un animale. Possono essere utilizzate diverse tipologie di animali domestici, ma gli effetti maggiori si rilevano nella pet therapy con cani e gatti.
Ma come funziona? Si effettuano degli incontri in cui l’adulto o il bambino ha una serie di interazioni con l’animale, sotto l’attenta guida di diverse figure mediche e di un addestratore cinofilo specializzato, svolgendo una serie di attività in base a un programma.
È importante precisare da subito che non tutti i cani o i gatti sono adatti ai corsi di pet therapy, ma è necessario scegliere un animale che abbia una serie di particolari capacità di relazione, con un carattere docile e sicurezza in sé stesso.

Le tipologie di pet therapy

In base allo scopo che si vuole raggiungere si distinguono tre diverse forme di trattamenti e terapie con gli animali.

• Attività assistita da animali: è la forma più comune di pet therapy con gatti e cani o altri animali, impiegata per ottenere una migliore qualità di vita e modificare alcuni comportamenti di un bambino o degli adulti. Potrà essere effettuata su richiesta del medico dal solo addestratore specializzato, dato che non ha fini prettamente terapeutici.

• Terapia assistita da animali: in questo caso l’interazione con l’animale è utilizzata per guarire un bambino o un adulto da una specifica patologia, in base a un percorso ben delineato. Il lavoro dovrà essere effettuato con l’ausilio di un team composto da un istruttore cinofilo qualificato e dal medico.

• Attività educative con animali: una forma di pet therapy in cui si svolgono delle attività ludiche con animali, finalizzate a creare un contatto di base, molto utile per educare i bambini al rispetto verso gli esseri viventi e l’ambiente. In questo caso si possono impegnare una vasta tipologia di animali domestici come cavalli, asini, pecore e capre, per citare quelli più comuni.

Tutti i vantaggi della pet therapy per i bambini

I benefici di utilizzare la pet therapy per i bambini sono tantissimi: è una terapia che può essere impiegata sia in caso di un disturbo fisico, come l’autismo e alcune forme di disabilità, per problematiche collegate al comportamento.

In particolare, in un bambino si ottiene un incremento dell’empatia, ovvero la capacità di percepire le emozioni degli altri, cosa che con un cane o un gatto è più facile grazie alla loro sensibilità.

Altro vantaggio che produce la pet therapy è quello di insegnare ai più piccoli le basi della comunicazione, molto utile soprattutto se vi sono situazioni con soggetti estremante timidi e che dimostrano una forma di interazione limitata con i propri compagni. Riuscire a comprendere cosa vuole un cane o un gatto, permette ai bambini di ascoltare e osservare, trasferendo la loro esperienza anche agli esseri umani.

La pet therapy aiuta nel rafforzare l’idea di responsabilità: sarà necessario prendersi cura dell’animale, dandogli da mangiare, spazzolandolo e portandolo al parco o per strada per i suoi bisogni. Il dover pensare a un altro essere vivente, obbliga i più piccoli a organizzarsi la propria giornata e a imparare a offrire il loro aiuto a chi ne ha bisogno.

Giocare con un cane è divertente stimola la fantasia e soprattutto allontana i più piccioli da oggetti di uso quotidiano come i videogiochi, la televisione il tablet e i cellulari che possono dare dipendenza. Infine, la terapia con gli animali può portare enormi giovamenti nel caso dei più piccoli che hanno difficoltà con le relazioni fisiche, come gli abbracci.

Quali sono i benefici della pet therapy per gli adulti

La pet therapy produce effetti positivi anche nei soggetti giovani, negli adulti e negli anziani. Ecco i principali vantaggi.

• Combatte lo stress: la vita moderna è spesso una continua corsa contro il tempo e accudire un cane può essere un momento per rilassarsi, per pensare al proprio amico a quattro zampe ottenendo dei benefici anche per il proprio equilibrio interiore e contrastando l’ansia.

• Aiuta a combattere la depressione: può essere utilizzata per combattere eventuali stati depressivi, dato che un cane obbliga le persone a relazionarsi con un altro essere vivente, oltre ad offrire una compagnia costante. Inoltre, si crea una routine quotidiana, molto utile per contrastare i pensieri negativi.

• Aiuta a fare movimento: uscire con un cane, giocarci, spazzolarlo obbliga una persona sedentaria a muoversi, con effetti positivi sul cuore e sull’aspetto estetico, ma anche sulla sua psiche.

La pet therapy: quando gli animali guariscono

Scegliere un percorso di pet therapy può essere una valida soluzione al fine di migliorare il proprio stato di benessere o quello di un bambino. Gli effetti sono quasi sempre immediati, grazie alla straordinaria capacità empatica degli animali, ma si deve considerare che il percorso prevede una serie di adattamenti e a volte può essere anche lungo. Per questo sarà importante seguire i corsi di pet therapy dopo aver consultato il proprio medico di fiducia e soprattutto affidandosi a istruttori cinofili qualificati.

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