Con l’emergenza Coronavirus, molte famiglie hanno trascorso molto più tempo dentro casa.
In queste condizioni può capitare molto spesso di essere circondati dal disordine, sentirsi stressati, la casa stessa viene messa a dura prova, sette giorni alla settimana.
Ed è qui che entra in scena Marie Kondo ed il suo famoso metodo di riordino Konmari.

Il metodo Konmari prende il nome dalla sua ideatrice, la scrittrice giapponese Marie Kondo. Quest’ultima con il libro “Il magico potere del riordino” ha fornito a tutte le persone che si trovano spesso ad avere una casa in disordine, il metodo definito di riordino in stile giapponese.

Lo stile giapponese di questo metodo si evince, oltre che dalle origini della sua ideatrice, anche dalla filosofia dai tratti sicuramente orientali, che accompagna i punti di questa strategia che insegna come riordinare casa.

Fino a poco tempo fa si sentiva parlare solo del “decluttering” americano.
Il decluttering, è un termine in lingua inglese che significa togliere il “clutter”, ovvero l’ingombro. In questo caso parliamo di riordinare la casa basandoci prevalentemente sulle tipologie e sulle quantità di oggetti posseduti dalle persone.

Il metodo Konmari invece, si affida ad un decluttering in un certo senso più “spirituale“.
In questo caso si cerca di rendere liberi degli spazi ormai saturi rimuovendo gli ingombri a seconda delle sensazioni che questi oggetti riescono a trasmetterci.
Ne deriva che avremo attorno a noi solo oggetti che ci trasmettono sensazioni positive, riuscendo finalmente a liberare la casa dal superfluo.

Dal punto di vista pratico il metodo ideato da Marie Kondo consiste innanzi tutto nel suddividere gli oggetti per categorie e da lì iniziare a sistemarli.
Totalmente differente quindi dal metodo di riordinare casa a “stanze” utilizzato dagli occidentali.
Le categorie contemplate sono: vestiti, libri, carta e oggetti vari.

Prendiamo per esempio la categoria vestiti, visto che queste indicazioni sono ottimali per darci le linee guida su come fare il cambio di stagione nell’armadio, (ma lo stesso procedimento è applicabile anche alle altre categorie).
Nel caso degli abiti, bisogna radunare tutti quelli che si hanno in casa ed ammucchiarli in una pila davanti a se.
Questo gesto ci mette di fronte alla elevata quantità di indumenti che abbiamo nei nostri armadi e nei cassetti.

A questo punto si prende un capo per volta e lo si avvicina al petto, cercando di percepire la sensazione emanata dall’oggetto stesso.
Se la sensazione è positiva, procediamo nel piegare l’indumento, se al contrario proviamo una sensazione neutra o negativa, ringraziamo l’oggetto per il compito finora svolto e lo eliminiamo.

Il metodo Konmari fornisce una modalità molto precisa con la quale piegare gli abiti, compresi gli indumenti intimi.
Ogni singolo pezzo viene piegato più volte e forgiato con una forma compatta, fino addirittura a riuscire a stare in piedi da solo in maniera verticale.

Visivamente ogni singolo oggetto, sistemato in qualsiasi contenitore quadrato o rettangolare, come potrebbero essere una scatola o un cassetto, fornisce alla persona un colpo d’occhio di perfetto ordine.
Inoltre, si evita anche il continuo disordine che troviamo nei nostri armadi quando ad esempio andiamo a sfilare l’ultima maglietta della pila. Così otteniamo un cambio armadio davvero impeccabile.

Il metodo Konmari presenta 8 punti cardine:

  1. E’ un metodo definitivo, nel senso che va fatto una sola volta nella vita.
    Quando ogni oggetto avrà un proprio spazio, i momenti di disordine saranno solo temporanei.
  • Dobbiamo visualizzare quello che desideriamo.
    Iniziamo il processo di riordino della casa immaginando quale sarà il risultato finale, che per esperienza diretta di tantissime persone, va ben oltre le aspettative.
  • Possiamo eliminare i regali quando hanno esaurito la loro funzione.
    Anche per i regali valgono le stesse regole illustrate per gli altri oggetti. Se il regalo in questione non ci piace, non siamo costretti a conservarlo, perché il solo guardarlo ci darebbe emozioni negative. Possiamo quindi ringraziarlo ed eliminarlo.
  1. Un altro passo necessario è quello di eliminare gli oggetti inutili.
    Prima di suddividere le categorie e testare le emozioni trasmesse dagli oggetti, dobbiamo procedere ad una eliminazione più grossolana di quello che sappiamo già essere del materiale inutilizzabile o inutile.
  1. A qualsiasi categoria appartengano gli oggetti, vanno disposti in maniera da averne sempre una panoramica ben chiara davanti.
    Questo aiuta sia nel momento in cui dobbiamo utilizzarli, sia per avere un quadro di tutti gli oggetti che già possediamo e quindi che non abbiamo bisogno di ricomprare.
  1. Dobbiamo perdonarci dei possibili momenti di disordine.
    Bisogna cioè saper distinguere quelli che sono delle occasionali situazioni di disordine dovute alla nostra frenetica routine quotidiana, da quelle che sono delle reali ricadute in abitudini di riordino scoordinate e sbagliate.
  1. Ogni oggetto deve avere un suo posto ben preciso in casa.
    Un oggetto utilizzato deve essere rimesso al suo posto e non lasciato in giro perché andrebbe a generare disordine, oltre che ad innescare un nuovo ciclo di cattive abitudini.
    Marie Kondo propone l’esempio del classico libro appoggiato sul comodino. Secondo il suo metodo andrebbe riposto tra i libri dopo ogni lettura, e non lasciato sul comodino solo per la nostra comodità o pigrizia.
  1. Tutte le superfici della casa devo risultare pulite e sgombre da ogni oggetto.
    Il colpo d’occhio che si ottiene è così immediatamente quello di una casa in ordine.


In conclusione, il metodo Konmari potrebbe inizialmente sembrare strano ed inusuale per gli occidentali, visto che si basa principalmente sul ringraziare degli oggetti e trattarli come degli erogatori di emozioni.
Chi lo ha provato però, ne è rimasto estremamente colpito e soddisfatto.
Oltre all’aspetto estetico della casa, che ne guadagna moltissimo avendo tutti gli oggetti sistemati in modalità compatta e le superfici sgombre, c’è anche da considerare il risvolto umano.
Rendendo il metodo proposto da Marie Kondo un’abitudine infatti, potrebbe addirittura cambiare anche l’intera filosofia della nostra vita.
Avere per esempio un gran mucchio di oggetti davanti ai nostri occhi, ci fa capire quanto siamo circondati da elementi che in realtà non ci occorrono.
Da questo, per le nostre scelte di vita future, possiamo imparare a liberarci dal superfluo, scegliendo solo le cose che ci fanno “battere il cuore

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