La bicicletta, per sua natura, è il mezzo di trasporto ecologico che meglio si adatta alle esigenze globali in questo periodo di pandemia da Covid-19, perché crea in modo naturale il distanziamento sociale. E infatti non è un caso che nella fase della ripartenza sempre più persone abbiano optato per le due ruote (anche con motore elettrico protagonista dell’incentivo) come mezzo di spostamento personale principale per recarsi sul posto di lavoro, per svagarsi in modo sicuro durante il tempo libero o, più semplicemente, per tenersi in forma.

Quali sono i consigli per seguire al meglio le normative più recenti e rispettare la propria salute e quella degli altri?

La giusta distanza – Il presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Renato Di Rocco, è apparso in un video ufficiale lo scorso 4 maggio invitando a una condotta “seria e virtuosa” e ha inoltre sottolineato quanto sia importante rispettare i due metri minimi richiesti per limitare ogni eventuale contagio. Il massimo dirigente del ciclismo tricolore ha inoltre aggiunto che è necessario “pensare anche a una distanza maggiore di 15 o 20 metri perché oltre alla salute personale non dobbiamo creare problemi alla nostra comunità”.

Evitare assembramenti e gruppi – Il ciclismo è uno sport che si può praticare da soli o in gruppo. Certamente pedalare con gli amici è molto più coinvolgente, meno noioso e stimola un po’ di sano agonismo, ma in questo momento è da evitare. Se dunque si era soliti uscire la domenica o nel pomeriggio in compagnia, ora è meglio optare per allenamenti in solitaria. Tuttavia, spesso proprio quando non si è con nessuno ci si può distrarre di più magari ascoltando musica o perdendo la concentrazione, quindi occorre prestare sempre la massima attenzione quando si pedala.

Rimanere nella propria regione – In questo periodo di Fase 3 durante il quale ci si sta attrezzando per accogliere persone provenienti da altre regioni, il ciclista amatoriale o professionista è caldamente invitato a rimanere entro i confini della propria regione. Può essere una valida occasione per scoprire nuovi angoli, percorsi, panorami e scorci mai visti prima.

Mascherina, guanti e occhiali – Non è tassativo indossare la mascherina mentre si pedala, ma è più che consigliato portarsene dietro una, così come per precauzione anche un paio di guanti e gel disinfettante. Il motivo è presto detto: in caso si debbano fornire informazioni alle forze dell’ordine presenti sul territorio oppure per qualsiasi altra banale interazione con altre persone incontrate lungo la strada o durante eventuali soste. Più che consigliabile indossare occhiali protettivi che mai come in questo momento possono proteggere una delle parti più sensibili del corpo.

Fazzoletti – Durante lo sforzo atletico, anche se non professionistico, aumenta la produzione di saliva o muco. Mai come in questo momento è indispensabile portarsi dietro fazzoletti per evitare di diffondere nell’ambiente liquidi corporei che potrebbero contaminare l’ambiente e contagiare altre persone. Rientra nella stessa categoria anche il discorso sui rifiuti come incarti di snack e alimenti consumati durante la pedalata: come già prima della pandemia (e dopo) bisogna conservare questi scarti per gettarli in sicurezza senza disperderli.

Igienizzare sempre – Infine, un importantissimo passaggio che bisogna necessariamente inserire nella routine di ogni uscita, anche la più breve. Si deve mantenere la bicicletta sempre igienizzata lavandola con cura dopo essere tornati a casa, in special modo nelle zone più sensibili come il manubrio e le leve del cambio, ma anche la sella e il telaio intero. Tra gli strumenti ai quali prestare più attenzione c’è ovviamente la borraccia che non solo non deve essere mai condivisa con altri ciclisti, ma deve essere accuratamente lavata dopo ogni uscita.

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Diego Barbera
Articolo scritto da
Diego Barbera

Classe '84, giornalista per Wired e TuttoBici e autore del romanzo "Ti scriverò prima del confine" edito da CasaSirio, appassionato di sport e viaggi.

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