Il Salento è una zona meravigliosa e non lo dico solo perché le mie radici affondano in quella parte d’Italia, tutt’altro. Quasi mi vergogno a dirlo, ma fino a qualche anno fa della mia terra d’origine conoscevo poco e nulla. Poi, com’è giusto che sia, è sorto il desiderio di andare a vedere da dove venivo e ho scoperto uno scrigno colmo di gemme. Le ragioni per innamorarsi del Salento sono davvero tante ma le liste infinite non dicono nulla per cui mi limiterò a raccontarvi le mie, lasciando a voi il compito di scoprire le vostre…

Spiagge e mare da cartolina

Il Salento è bagnato da due mari, l’Adriatico a est e lo Jonio a ovest, e lungo il litorale si susseguono, senza soluzione di continuità, le spiagge e gli scorci più suggestivi di tutta la Puglia, come la spiaggia di Torre dell’Orso, che si spiega a mezzaluna tra due scogliere, o la Baia dei Turchi, un gioiello color pastello che sfuma nell’ocra della sabbia, nel verde delle pinete e nell’azzurro del mare cristallino, passando per i fichi d’India e le macchie di mirto profumato che circondano Porto Badisco, o per il paesaggio lunare di Punta Suina la cui roccia, bruciata dal sole ed erosa dal vento, si congiunge con il mare limpidissimo, fino alle famigerate “Maldive del Salento” (altrimenti detta Marina di Pesculuse) dalla sabbia soffice e bianca, i bassi fondali e l’acqua trasparente, giusto per fare qualche esempio.

Spiaggia di Torre dell’Orso
Tramonto a Porto Cesareo

Il patrimonio storico e artistico

Oltre alle bellissime spiagge e allo splendido mare, il Salento vanta un patrimonio storico e artistico di rilievo e il clima mite di cui gode tutto l’anno invoglia a visitarlo anche fuori stagione. A Lecce, capoluogo di provincia, si possono ammirare le splendide testimonianze del periodo barocco (che l’hanno resa famosa in tutto il mondo) e altre ancor più antiche, come il Castello di Carlo V e l’Anfiteatro romano, mentre nella pittoresca cittadina di Otranto tutto parla di culture, scontri e incontri tra popoli, travolgendo il visitatore nel suo vortice di arte e storia. Poi c’è Specchia, uno dei Borghi più belli d’Italia, che si racconta attraverso gli scorci architettonici dei palazzi, e la mitologica Castro dove, secondo la tradizione, sorge un tempio dedicato a Minerva identificato come il luogo in cui approdarono Enea e i suoi compagni durante l’epico viaggio in Italia. Senza dimenticare Santa Maria di Leuca, con il vento che sparge il profumo di piante aromatiche tra le splendide ville ottocentesche, e i dolmen e i menhir, monumenti neolitici avvolti da sempre in un’aura di mistero disseminati sul territorio. E questi sono solo alcuni dei luoghi più noti, perché ogni paese, anche il più piccolo, ha la sua storia da raccontare.

Il castello di Otranto

Tradizione e folklore

Difficili non essere prolissi quando si parla di cose belle, e pensate che vi sto dando solo dei rapidi flash, ben lontani dall’esaustività di quello che può offrire il Salento, una terra in cui è possibile ancora vivere la tradizione del folklore locale. Specialmente in estate, tutta la zona del Salento si anima di feste e sagre patronali che si celebrano con bancarelle, fuochi d’artificio e splendide luminarie, fino alla punta di diamante della Notte della Taranta, danza tipica che affonda le sue radici in tempi remoti e che oggi è diventata famosa in tutta Italia. Molto sentite le feste religiose, in particolare quelle legate alla Pasqua, quando il fervore dei credenti raggiunge l’apice e diventa tangibile, quasi palpabile.

Una gastronomica d’eccellenza

Mettetevi l’anima in pace perché dal Salento vi porterete a casa, volenti o nolenti, qualche chilo in più. Non mi dilungherò eccessivamente sull’argomento perché la gastronomia salentina meriterebbe un post dedicato, ma a mio avviso è una delle migliori d’Italia e sapete perché? Perché partendo da elementi poveri della tradizione contadina, crea piatti semplici, genuini, delicati, di una bontà rara. Qualche esempio? Fave e cicoria, o ciceri e tria, che in italiano si traduce come pasta e ceci, ma è una pasta e ceci che non troverete altrove e che difficilmente dimenticherete, da gustare con un buon Negramaro, magari dopo aver visitato uno dei tanti vitigni della zona, e terminando con un delizioso pasticciotto e un bel caffè in ghiaccio, nella sana tradizione salentina.

Ciceri e tria

Ospitalità della sua gente

Qui sicuramente gioca molto il mio amore per questa parte d’Italia, ma i salentini sono persone più uniche che rare: calorose, accoglienti, ospitali, disponibili e generose nel condividere la ricchezza della loro terra e della loro storia. A conti fatti, credo sia la gemma più preziosa di tutto lo scrigno. Come non innamorarsi di un luogo così?

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Diana Facile
Articolo scritto da
Diana Facile

Viaggiatrice per vocazione prima e per passione poi, segue progetti legati al mondo del turismo, nazionale e internazionale. Da copywriter, blogger e giornalista di viaggi a Social Media Specialist, Travel Designer e Tour Leader.

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