Viaggiare in camper è come avere una casa su 4 ruote da portare sempre con te.

L’idea di spostarsi in camper e fare le vacanze con questa modalità è perfetta per il post Covid-19, perché rende possibile il regolare distanziamento social e perché, anche se la situazione è migliorata moltissimo rispetto all’inizio della pandemia, non bisogna mai abbassare la guardia.

Inoltre, il camper è una casa portatile che permette di dormire in campeggi o in libertà vicino al mare e a contatto con le stelle e con la natura, lontani dalle luci della città!

E proprio per questo motivo è nato il progetto “Sicilia in camper” un on the road della Sicilia su una casa portatile su quattro ruote.

Ma vediamo il mio itinerario, tappa per tappa.

Catania

Il mio viaggio parte da Catania e dal suo centro storico.  Il centro della città, sia reale che simbolico, è Piazza del Duomo che si trova dove sorgeva un tempo la Platea Magna. Oggi è anche un’isola pedonale dove ci sono le principali e alcune delle più importanti vie della città come via Etnea, Via Garibaldi, Via Vittorio Emanuele e via Crociferi.

Via Etnea fu realizzata agli inizi del XVIII secolo, veniva chiamata anticamente via Sacra, perché prende il nome dai padri crociferi della Chiesa di San Camillo. È una delle vie più belle d’Italia.

Al centro di piazza Duomo si trova l’imponente fontana dell’Elefante, legata al mistero e alla leggenda mago Eliodoro.

Catania

Siracusa

Proseguiremo poi verso Siracusa, che venne definita da Cicerone “la più bella città della Magna Grecia”, infatti è un luogo senza dubbio suggestivo e molto affascinante che porta tutti i segni della sua storia di capitale culturale a partire dall’età greca sino al periodo rinascimentale e barocco.

Patrimonio Unesco dal 2005, la città si trova nella cornice di un porto naturale, alle spalle dall’altopiano dell’Epipoli.

Nell’antichità era una città molto frequentata soprattutto da mercanti greci e fenici. Fu fondata nel 734 a.C. da alcuni coloni corinzi ed ebbe un periodo molto fiorente per quanto riguarda la politica e la cultura al pari di Atene e Alessandria. La città fu successivamente ingrandita e, nonostante fosse stata presa di mira dai Cartaginesi, trascorse un periodo di splendore fino alla conquista romana del 212 a.C.

Poi ci fu la decadenza di Siracusa che nei secoli successivi fu conquistata.

Ortigia

Il suo nome deriva dal greco antico e significa “quaglia”. La sua estensione non supera 1 km² e i suoi abitanti non arrivano a 5000.

Si tratta di una lingua di terra dove sorge la parte più antica di Siracusa, tanto da essere considerato il vero centro storico della città siciliana. Ortigia nasce dalle acque del mar Ionio lungo la costa orientale della Sicilia, a poche centinaia di metri dalla terraferma.

Ortigia

L’isola è collegata tramite due ponti che si possono percorrere anche in auto, molte delle vie del paese sono all’interno di un’area ZTL, per cui la maggior parte dei turisti preferisce visitare Ortigia a piedi o utilizzando l’apposito servizio pubblico (c’è un autobus che fa il giro dell’isola).

Avola

La piccola città di Avola ha saputo risorgere dopo il terremoto avvenuto nel 1693, terremoto che ebbe conseguenze molto drastiche, distrusse una buona parte della cittadina che oggi si presenta con una nuova struttura urbanistica basata su di un sistema a croce di strade, all’interno di un esagono che rappresenta il perimetro cittadino.

Il nuovo sviluppo urbano partì dal Monte Aquilone, antico insediamento urbano che venne completamente distrutto dal terremoto, per poi continuare verso la piana e gli stabilimenti della tonnara presenti sulla costa, lasciati praticamente in perfetto stato considerando la violenza della natura.

Noto

Noto è un piccolo capolavoro del barocco siciliano, un paesino arroccato su un altopiano che domina la valle dell’Asinaro.  

Veniva chiamata anticamente Neas dai siculi, Neaton dai greci e Netum dai romani, furono gli arabi a darle il nome definitivo. Il termine in arabo, che ha equivalente significato in italiano, voleva essere un omaggio alla bellezza e all’importanza della città.

Importante centro siculo, romano, bizantino e poi arabo, fu distrutto nel pieno del suo splendore dal terremoto avvenuto nel 1693, ma grazie alla ricostruzione, Noto è divenuta una magnifica città d’arte, patrimonio Unesco assieme a Caltagirone, Militello, Catania, Modica, Palazzolo, Ragusa e Scicli.

Marzamemi

Marzamemi è un piccolo borgo marinaro in provincia di Siracusa, a pochi chilometri di distanza da Pachino e da Noto. Nasce e si sviluppa completamente sul mare.

Sorge intorno all’anno mille, quando gli Arabi costruirono la Tonnara, che per molti secoli fu la principale di tutta la Sicilia Orientale.

Questo magnifico e strabiliante Borgo Marinaro risale al ‘700 quando la Famiglia Villadorata, modificò la Tonnara ampliandone gli spazi, costruendo la chiesa di San Francesco di Paola, e le case dei pescatori.

Marzamemi

Portopalo di Capo Passero

Portopalo di Capo Passero si trova in provincia di Siracusa, ed è un borgo mozzafiato, per la bellezza del suo mare e per la sua natura incontaminata.

Capo Passero è l’estrema punta sud-orientale dell’isola di Sicilia, e fa da spartiacque tra Mar Ionio e Mar Mediterraneo.

Nel borgo troviamo l’affascinante Castello Tafuri, costruito in stile Liberty dal marchese Bruno di Belmonte. L’opera venne realizzata nel 1935 e venne passata dalla famiglia Belmonte a Fabrizio Tafuri di Pachino.

Nei pressi del castello ci sono ancora i resti della tonnara che rappresentano un monumento di archeologia industriale, perché illustra la storia di quella che era la principale attività di sostentamento per gli abitanti.

Ragusa Hybla

Non può mancare una visita alla bellissima Ragusa Hybla, una città citata dalle fonti antiche, e nel cui centro indigeno, odierna Ragusa Ibla, era noto ci fossero delle necropoli sin dai secoli scorsi. La collina di Ibla è vero e proprio sbarramento, una roccaforte naturale nei pressi del fiume Irminio.

Sono stati ricavati dei gruppi sepolcrali con tombe indigene a grotticella artificiale, scavate dall’uomo nella roccia, riconducibili a oltre 3.000 anni fa.

Vennero trovate anche 8 carreggiate che attraversavano la roccia. Tutto questo rappresenta una chiara testimonianza del fatto che esistesse un grosso nucleo abitato e l’importanza in età ellenistica.

Agrigento (Valle dei Templi)

Concludiamo il nostro viaggio ad Agrigento, una delle più vaste aree archeologiche della Sicilia, che è stata inserita nel 1997 nella lista del patrimonio dell’UNESCO.

Ad Agrigento si trova la famosa valle dei Templi, una delle più significative testimonianze della cultura e dell’arte greca, che ci raccontano una storia iniziata con la fondazione dell’antica colonia di Akragas.

Nella storia Akragas si scontrò con i Cartaginesi, sconfiggendoli nella battaglia di Himera, 70 anni dopo Cartagine ebbe la sua rivincita con la distruzione della città rivale. In seguito, la città fu conquistata dai Romani, che la ribattezzarono Agrigentum.

Il Parco Archeologico della Valle dei Templi è un ampio sito di circa 1300 ettari che custodisce un patrimonio monumentale e paesaggistico straordinario.

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Anna Pernice
Articolo scritto da
Anna Pernice

Travel blogger di professione, giornalista, social media strategist e digital p, nel 2013 fonda il blog Travel Fashion Tips, considerato oggi tra i 40 travel blog più influenti in Italia.
La passione per i viaggi e la fotografia e la ricerca dello stile, portano Anna a viaggiare per l’80% del suo tempo e scoprire e raccontare mete insolite. Ha collaborato con i principali enti del turismo internazionali e con numerose compagnie aeree, è stata ospitata più volte in radio e tv per raccontare il suo lavoro e intervistata da magazine come Vanity Fair, Corriere della Sera e Cosmopolitan. Nel 2016 ha pubblicato il suo primo libro “Manuale per aspiranti blogger: crea emozioni con lo storytelling

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