Più conosco il mondo, più mi convinco che al nostro bel paese non manca proprio nulla e se ci tocca aspettare ancora un po’ per organizzare grandi spedizioni, poco importa. Abbiamo tra le mani una miniera d’oro e sono sicura che buona parte di noi, me in primis, ha visto mezzo mondo ma conosce poco l’Italia. Quale momento migliore per farlo, se non questo? Così oggi ho deciso di raccontarvi 5 luoghi della Val di Non, in Trentino, persi tra natura, storia e tradizione sperando, se non ci siete ancora stati, di dare uno spunto in più alla vostra wanderlust.

Il Santuario di San Romedio

Il Santuario di San Romedio è il primo dei cinque luoghi che vi consiglio di visitare in Val di Non, un antico eremo dove, secondo quanto narra la leggenda, visse Romedio di Thaur… in compagnia di un orso trentino!

Arroccato su uno sperone di roccia a settanta metri d’altezza, il santuario consta di cinque chiesette (la più antica edificata nell’XI secolo) unite tra loro da una lunga scalinata di 131 gradini. Faticoso sì, ma definirlo superlativo è un eufemismo! La sua magia si annuncia ancor prima di arrivare, lungo il sentiero nella roccia realizzato sul tracciato di un antico canale irriguo ottocentesco che parte dal paesino di Sanzeno. Si tratta del più interessante esempio di arte cristiana medievale presente in Trentino ed è un luogo di pellegrinaggio molto sentito dai fedeli, immerso in una splendida cornice naturale.

Il Santuario di San Romedio

Least, but not last, l’orso c’è davvero! Non è quello della leggenda che vede San Romedio raggiungere Trento “in sella” a un grosso mammifero peloso, ma è Bruno, di origine abruzzese. Nel 1958, il WWF decise di donare al santo un orso che altrimenti avrebbe fatto una brutta fine e da allora, ai piedi dell’eremo, è istituita un’area che ospita orsi in semilibertà.

Lago di Tovel

Nel cuore del Parco Naturale Adamello-Brenta, protetto dalle Dolomiti trentine, si trova il lago di Tovel, una delle perle della Val di Non. Di più, un sogno a occhi aperti!

Con le sue acque color smeraldo in cui si riflette il profilo delle montagne del Brenta, il lago di Tovel è un “lago per tutti”! Per chi ama camminare e chi ama pescare, per chi cerca scorci da immortalare e chi desidera rigenerarsi in mezzo alla natura, per giovani e meno giovani, e si adatta a tutte le stagioni, con i colori autunnali del foliage, i bianchi e silenziosi scenari invernali, la fioritura dei meli in primavera e i magici riflessi dell’estate.

Castel Thun

La Val di Non pullula di castelli, alcuni dei quali ancora abitati dai proprietari. Tra tutti Castel Thun, edificato nella metà del XIII secolo e dimora di una delle famiglie feudali più potenti della regione, è il must della zona. Per capirci, quello da vedere sì o sì!

Castel Thun domina la valle da una collina poco distante da Vigo di Ton (con una vista panoramica d’eccezione), è circondato da torri, mura, bastioni e fossato del XVI secolo e ospita al suo interno l’interessante museo provinciale che narra la storia dei nobili Thun e dei vescovi-principi di Trento. Se anche voi, come me, non sapete resistere al fascino delle antiche mura che racchiudono storie lontane, non vi deluderà.

Castel Thun

Monte Peller

Va da sé che chi decide di visitare il Trentino è un appassionato di passeggiate in montagna per cui è imprescindibile inserire il giro ad anello sul Monte Peller (assolutamente alla portata di tutti) tra gli imperdibili della Val di Non.

L’itinerario è estremamente suggestivo e attraversa una serie di ambienti differenti, dalle abetaie fitte e ombrose, alle zone calde e secche ricche di latifogli, fino alle vaste praterie d’alta montagna. Siamo a 2.310 metri d’altitudine e la sensazione che si prova dinanzi al paesaggio sconfinato che si profila sotto gli occhi è di appagamento totale e libertà. Vi consiglio di andarci in primavera, quando tutto fiorisce e riempie la scena di colori e l’atmosfera di profumi.

Sfruz

Forse Sfruz non rientra tra i luoghi imperdibili della Val di Non, ma merita comunque una visita per la sua peculiarità: un tipico villaggio alpino, tra i più elevati della Val di Non, di origini antichissime.

Passeggiare per il borgo di Sfruz, che ha mantenuto la struttura urbanistica originaria con le case rurali e gli edifici signorili, significa tuffarsi nella storia di un luogo tutt’oggi ancorato a importanti tradizioni artigianali come l’oreficeria, la lavorazione del legno e, non ultimo, la produzione (e decorazione) di stufe in maiolica che si protrae dai primi secoli del secondo millennio.

Giusto per dare al vostro viaggio quel tocco in più! Pronti per partire?

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Diana Facile
Articolo scritto da
Diana Facile

Viaggiatrice per vocazione prima e per passione poi, segue progetti legati al mondo del turismo, nazionale e internazionale. Da copywriter, blogger e giornalista di viaggi a Social Media Specialist, Travel Designer e Tour Leader.

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