Ormai è chiaro a tutti che le misure di sicurezza imposte dall’emergenza Covid-19 hanno completamente cambiato anche il nostro modo di viaggiare. Cambiano le intenzioni, i programmi e le abitudini ma resiste e, in alcuni casi, si rafforza la voglia di continuare farlo, seppur tra timori ed incertezze.

Abbiamo chiesto ad alcuni travel blogger e appassionati di viaggi la loro opinione, come hanno vissuto quest’estate così diversa dalle altre e se e come è cambiata, in generale, la loro percezione dei viaggi.

Iniziamo da Diana Facile, la globetrotter come ama definirsi lei, una vera e propria cittadina del mondo. Autrice di un blog di viaggi e culture, Diana è una viaggiatrice solitaria in cerca di itinerari poco battuti dal turismo di massa.

Diana, quest’estate hai dovuto modificare i tuoi programmi di viaggio a causa del Covid?

Si, come tutti o quasi, i miei programmi di viaggio sono cambiati a causa del Covid: avrei dovuto essere in Pakistan ad accompagnare un gruppo e invece mi sono ritrovata in Salento, ferma quasi un mese, e poi un paio di settimane tra il Trentino e la Toscana. Sicuramente, se non ci fosse stato il Covid, non avrei scoperto un tale concentrato di bellezze in Italia.

Cosa è cambiato nel tuo modo di viaggiare dopo il Covid?

Esattamente com’è cambiato il mio modo di vivere: attenzione, distanziamento sociale e mascherina (se c’è troppa gente in giro), però non voglio pensare che la mia vita futura debba essere così, basata sulla diffidenza verso le persone che non conosco e a volte anche verso quelle che conosco. Non voglio ammalarmi di Covid, questo è ovvio, ma nemmeno voglio vivere nella paura per cui dopo la fase iniziale, in cui ero piuttosto rigida, mi sono rilassata. La voglia di viaggiare è sempre la stessa, anzi di più, ma per me viaggiare è sinonimo di libertà e stride con le misure anti-Covid, per cui va bene stare sull’attenti, ma non sulla difensiva.

Secondo te la percezione delle assicurazioni di viaggio è cambiata?

A mio avviso sì. Uno non pensa mai di star male mentre è in viaggio, è come una parentesi felice in cui non può accadere nulla di brutto. Quando però poi qualcosa di brutto accade, trovare una soluzione rapida (e possibilmente indolore) diventa una necessità e quest’anno, per ovvie ragioni, più che mai. Uno dei problemi legati al Covid, forse il principale, è stato il collasso del sistema sanitario e credo che questo abbia generato in molti di noi la percezione di un sistema fragile e insicuro, per cui sì, direi che qualcosa è cambiato rispetto all’idea di assicurarsi per un viaggio, anche in Italia.

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