Credo di sfondare una porta aperta affermando che il biennio 2020-2021 andrebbe cancellato dal calendario del secolo in corso. Sono tempi duri, lo sono per tutti e ancor più per chi, come me, ha fatto della sua passione una professione e si è ritrovata dall’oggi al domani senza valvole di sfogo e per giunta senza lavoro, o quasi.

C’è chi sostiene che ci si abitua a tutto, anche a non viaggiare.

Non sono d’accordo. Io che ho fatto del viaggio uno stile di vita e che ero solita passare da un paese all’altro con leggerezza, la stessa con cui ordino il caffè al bar ogni mattina, non mi sono abituata affatto. Più passa il tempo e più sento la terra mancarmi sotto i piedi, così ho deciso di non attendere più e di rimettermi in gioco, oltre che in pista.

Se c’è una cosa che ho imparato da questo periodo nefasto, è la capacità dell’uomo di ricostruirsi e di reinventarsi. Non posso partire per uno dei miei lunghi viaggi oltre oceano? Poco male! L’Italia è tanto bella e la conosco poco per cui mi concentrerò su di lei e dilaterò il tempo percorrendola da nord a sud in bicicletta.

Da qui nasce l’idea di #SlowlyinItaly, un viaggio in solitaria da Milano a Santa Maria di Leuca per riscoprire la diversità del Bel Paese attraverso borghi, sapori e tradizioni di un on the road in bicicletta.

La prima reazione quando lo racconto è “Wow! Un bel pezzo di strada! Quanti giorni ci metterai?” Non lo so di preciso, ho tracciato un itinerario di massima con partenza il 25 maggio e arrivo entro le metà di luglio: quel che succederà lungo il tragitto non sarò io a deciderlo, sarà la strada a indicarmelo.

Non è una sfida e non devo dimostrare niente a nessuno.

#SlowlyinItaly è un modo per riappropriarmi delle mie radici e del tempo “non vissuto” a causa della pandemia ed è il mio modo per contrastare gli effetti devastanti del Covid-19 su molti di noi grazie all’incontro con chi, come me, ha ancora voglia di condividere.

La seconda reazione arriva non appena dico che si tratta della mia prima esperienza di cicloturismo e che fino a tre settimane fa non avevo nemmeno una bicicletta. “Sei pazza? Non hai paura? E perché da sola? Se ti succede qualcosa, o se buchi, come fai?”. Declinate in maniera diversa sono le stesse domande che mi ponevano quando nel 2006 iniziai a esplorare il mondo in solitaria, zaino in spalla.

Indubbiamente #SlowlyinItaly non è una passeggiata per chi non ha mai fatto cicloturismo, ma la vita è piena di prime volte e ognuna di esse genera il giusto mix di ansia, emozione e adrenalina che un amico ha definito “beata incoscienza”, espressione che faccio mia accostandola all’aggettivo “misurata”.

È vero, so poco e nulla sul cicloturismo, ma esiste forse miglior palestra di questo viaggio per farlo mio?

E poi sì, lo confesso, non sono allenata come dovrei, ma #SlowlyinItaly ha avuto una gestazione talmente breve che ho preferito dedicare il poco tempo disponibile ad altri aspetti essenziali del viaggio come la regolazione della bicicletta, la posizione da assumere in corsa e quel po’ di manutenzione che dovrebbe evitarmi grossi problemi lungo la strada.

L’affrontare questa nuova esperienza in Italia mi fa sentire più tranquilla che in qualsiasi altro luogo al mondo ma ciò non mi ha frenata dal voler comunque partire assicurata, ovviamente con Europ Assistance. Non ho mai fatto prima d’ora una polizza sanitaria per viaggiare in Italia e nell’Unione Europea ma quel che è successo nell’ultimo anno mi ha resa più attenta e prudente e poi, viaggiando in bici, i rischi che possa accadere qualcosa sono maggiori.

È chiaro che si stipula una polizza con la speranza di non doverla usare mai, ma spesso lesinare pochi euro non significa risparmiare. Ecco perché ho deciso di assicurare anche la bicicletta con la Bike Noproblem Ciclotour che oltre all’assistenza al mezzo include l’infortunio del conducente, il rimborso spese mediche, la responsabilità civile e la tutela legale. Da ciclo-viaggiatrice neofita, sentirmi protetta sotto questi aspetti è importante.

Uno pensa che pedalare sia la parte più pesante di un viaggio in bicicletta. Non ho ancora iniziato a farlo seriamente e non dico che non sia così, ma è anche la parte più bella. I pochi giri in bici fatti negli ultimi giorni vicino a Milano mi hanno riempito gli occhi di colori, le orecchie di suoni e le narici di profumi. Quante emozioni mi regalerà l’Italia, attraversandola da nord a sud? Seguite il viaggio sui miei canali social per vivere insieme a me questa nuova prima volta

Cerchi un’assicurazione viaggio per le tue vacanze in Italia?
Scopri la polizza Viaggi Italia
Articolo scritto da
Diana Facile

Viaggiatrice per vocazione prima e per passione poi, segue progetti legati al mondo del turismo, nazionale e internazionale. Da copywriter, blogger e giornalista di viaggi a Social Media Specialist, Travel Designer e Tour Leader.

Condividi su: