Si sente spesso parlare di viaggi LGBTQ+ o di destinazioni gay-friendly a volte senza capirne l’essenza e senza andare a fondo della questione. Sono in tanti a pensare che una tipologia di viaggio di questo tipo non sia altro che un prodotto turistico basato sul format di grandi feste, come crociere o destinazioni famose per la vita notturna in cui ci sono moltissimi locali oltre che una grande presenza di persone legate alla comunità.

La verità è che i viaggi e le destinazioni LGBTQ+ friendly sono anche questo, ma principalmente sono luoghi e modalità di viaggio che permettono a tutte le persone della comunità di vivere un’esperienza di viaggio piacevole, sicura e consapevole.

Viaggio LGBTQ+ friendly, cosa vuol dire?

Prima di scendere nei dettagli e capire le necessità che ci sono alla base di un viaggio di questo tipo, si può semplificare dicendo che ogni categoria di persone ha bisogno di qualcosa di particolare per poter vivere un viaggio in modo semplice e facile. Per quanto molti abbiano il privilegio e la possibilità di viaggiare senza farsi tante domande, per altre categorie di viaggiatori è necessario cercare mete che facciano al proprio caso per potersi godere al meglio la propria vacanza, e non parliamo solo di scelte relative al proprio orientamento sessuale o all’identità di genere.

Facciamo un esempio, un amante del ciclismo che vuole organizzare un viaggio in giro per l’Italia non può mettersi semplicemente in sella e cominciare a pedalare, ma deve pianificare ogni tappa in anticipo scegliendo hotel o case che possano avere uno spazio per la bicicletta, facilmente raggiungibili pedalando e magari con delle postazioni pensate per poter sistemare la bicicletta o regolarla in base alle tappe successive. In questo caso si parla di cicloturismo, o se la vogliamo vederla in senso più ampio, questo è un viaggio bike-friendly.

Un altro esempio è quello di una famiglia con bambini piccoli. Le necessità di questa tipologia di viaggiatori sono varie e tantissime, per cui l’hotel che probabilmente si sceglierà dovrà essere un “family hotel” (ce ne sono ovunque ed è anche indicato sui portali di prenotazione). Questo genere di hotel è dotato di spazi di gioco per i bimbi, servizi di baby sitting e soprattutto nessuno storcerà il naso quando un bambino appena nato comincerà a piangere nel mezzo della notte, perché tutti capiranno le necessità di quella famiglia.

Allo stesso modo un viaggiatore LGBTQ+ ha delle esigenze molto particolari e in base alle destinazioni potrebbe dover scegliere una struttura LGBTQ+ friendly dove sarà sicuro che tutto filerà liscio, che nessuno farà domande inopportune, che ci saranno molto probabilmente persone in grado di comprendere le sue necessità e si eviteranno momenti di imbarazzo di ogni tipo. Basti pensare a tutte le persone transgender che non hanno ancora il documento allineato con la propria identità e alle problematiche che potrebbero esserci durante un check in o a un qualsiasi controllo in alcuni paesi non proprio aperti.

I rischi di un viaggiatore LGBTQ+ nel mondo

Per un viaggiatore LGBTQ+ ci sono inoltre problematiche che molti altri viaggiatori non hanno, per esempio:

  • essere gay è un reato in più di 70 paesi, e alcuni di questi sono famose mete turistiche come le Barbados, alcune isole in Indonesia e le Maldive
  • almeno 18 paesi hanno leggi contro la propaganda LGBTQ+, che equivale a rendere invisibile qualunque persona faccia parte di questa comunità
  • in 8 paesi essere gay è punito con la pena di morte, come nel Qatar o negli Emirati Arabi Uniti che attirano migliaia di turisti ogni anno

La soluzione potrebbe essere quella di scegliere di non visitare molti di questi paesi che però hanno patrimoni storici, artistici e culturali importantissimi, basti pensare all’Egitto, e quindi sarebbe un peccato perderli.

Infine ci sono moltissimi altri paesi in cui l’omosessualità è legale, ci sono leggi come le unioni civili o pene per reati legati all’omo-trans-bifobia, eppure socialmente la comunità LGBTQ+ non è accettata. Anche senza pensare a paesi lontani, per una persona LGBTQ+ potrebbe essere rischioso anche in Italia passeggiare mano nella mano con il proprio o la propria compagna o scambiarsi un bacio in pubblico.

Per questi motivi nasce l’esigenza di viaggiare in luoghi LGBTQ+, luoghi in cui la sicurezza è la caratteristica principale per evitare di avere cattive sorprese durante il viaggio.

Come rendere un viaggio LGBTQ+ friendly?

Ci sono diverse aziende e tour operator specializzati in viaggi LGBTQ+ friendly e molte piattaforme di prenotazione di hotel e case hanno dei protocolli molto stretti sul rispetto di ogni singola persona, indipendentemente dall’orientamento e dal genere. Ma queste sono domande che ogni persona LGBTQ+ dovrà farsi prima di intraprendere un viaggio per capire bene come comportarsi nel paese di destinazione e che tipo di strutture e attività svolgere.

  • Quale è la legislazione nei confronti dei diritti LGBTQ+ nel paese scelto?
  • Ci sono siti o articoli da leggere che parlando di questi temi e relativi alla destinazione?
  • Dove la legislazione non è a favore dei diritti LGBTQ+, esistono degli hotel e case gay-friendly da prenotare per evitare problemi?
  • Lo scambio di affetto in pubblico, come il prendersi per mano, è qualcosa di tollerato o si possono rischiare aggressioni?

Alla luce di tutto ciò, il concetto di viaggio LGBTQ+ friendly e di viaggiatore gay cambia profondamente e diventa molto più semplice da comprendere nella sua interezza.

Articolo scritto da
Gayly Planet

Luigi Cocciolo e Daniele Catena sono i creatori di Gayly Planet, blog nato nel 2017 e oggi punto di riferimento per la comunità LGBT italiana. Su Gayly Planet è possibile trovare itinerari completi, consigli di viaggio, di alloggi ed esperienze uniche provate durante i loro viaggi.

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