Continuano le iniziative di prevenzione dedicata alla salute dei dipendenti, nell’ambito del progetto più ampio denominato We Care About People. Il tema dell’ultimo appuntamento ha indagato quali sono le migliori strategie per mantenere i valori di glicemia e colesterolo nella norma e prevenire l’insorgenza di patologie pericolose. Ne abbiamo parlato con Nancy Grillo, biologa nutrizionista LILT.

La pandemia non solo ha messo a rischio la salute ma ha pure modificato gli stili di vita. Un po’ obbligati e un po’ impigriti, abbiamo ridotto l’attività fisica e ci siamo ammorbiditi sull’alimentazione, assecondando le tentazioni come fast food, dolci industriali e bibite gassate.

Se non l’abbiamo già fatto, ora è venuto il momento di invertire la rotta. L’eccessivo consumo di carboidrati raffinati, zucchero, grassi saturi e acidi grassi trans, unito alla sedentarietà, può produrre un aumento dei livelli di zucchero nel sangue e di colesterolo cattivo, con conseguenze molto gravi per la nostra salute.

Glicemia e colesterolo sotto controllo

Valori alterati di glicemia possono essere lo start per patologie potenzialmente pericolose. Come spiega la dottoressa Grillo “l’iperglicemia è alla base di numerose malattie come diabete, obesità, patologie oncogene, complicanze cardiovascolari o disturbi più comuni come la cataratta”.
Condizioni come l’iperglicemia o l’ipercolesterolemia hanno spesso una componente ereditaria, ma attraverso uno stile di vita adeguato e una corretta alimentazione è possibile rallentarne l’insorgenza o addirittura evitarle. I valori della glicemia ad esempio, non sono mai costanti: aumentano in seguito a un pasto e si abbassano nelle fasi del digiuno. “Ecco perché -continua- conoscere queste informazioni permette di elaborare adeguate strategie difensive e di contrattacco a partire dalla nostra tavola”

Gli alleati dell’indice glicemico

La buona notizia è che non tutti gli alimenti fanno aumentare il valore della glicemia allo stesso modo, tanto da essere stati classificati in un indice glicemico a seconda della velocità con cui il glucosio contenuto viene assimilato dall’organismo. Imparare a leggere l’indice glicemico degli alimenti può rivelarsi utile per abbinare al meglio le pietanze. Fragole, mele fagioli o ceci sono ad esempio alimenti con un basso indice glicemico mentre alimenti preparati con farine raffinate, come la pizza o il riso bianco, hanno un alto indice glicemico. Anche il tempo e la temperatura con cui vengono cotti certi cibi o il processo di conservazione e maturazione di frutta e verdura possono interferire con i livelli di glicemia. Le fibre solubili al contrario sono un ottimo alleato, anche quando si va incontro a un’alterata tolleranza glucidica.

Sì alla dieta mediterranea

“La dieta mediterranea, grazie all’abbondanza di fibre e proteine vegetali che selezionano i cosiddetti batteri buoni e regolano la glicemia e migliorando l’insulino-resistenza, è in grado di proteggerci dall’insorgenza del diabete” ricorda la nutrizionista. Buone abitudini alimentari inoltre aiutano a dimagrire se necessario o a mantenersi in un range di normo peso, migliorando così i valori pressori e riducendo i valori dell’emoglobina glicata, a beneficio del cuore. A ciò si aggiunga il fatto che la dieta mediterranea è ricca di acidi grassi polinsaturi (pesce azzurro e olio extravergine d’oliva) e povera di grassi saturi. Essendo questi ultimi precursori del colesterolo LDL, il cosiddetto colesterolo cattivo, seguire una dieta di questo tipo aiuta anche ad allontanare il rischio di infarti e ictus.

Prevenire a tavola

La prevenzione a tavola rimane l’arma principale a nostra difesa. Ecco allora alcuni alimenti utili per gestire i valori di glicemia e colesterolo. Olio extravergine di oliva, che aiuta a ridurre i livelli di LDL; cereali integrali come l’avena, celebre per il suo potere saziante; noci e mandorle, meglio se consumate con la pellicina; proteine salutari di origine vegetale, come i legumi o il pesce azzurro di piccola taglia. E infine, consiglia l’esperta “Prevedere sempre almeno 5 porzioni frutta e verdura di stagione al giorno e limitare il consumo di carni rosse trasformate, affettati e grassi saturi laddove non si possono evitare”.

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