Un altro appuntamento con la prevenzione si è tenuto per i dipendi di Europ Assistance, nell’ambito del progetto “We care about people“, organizzato con LILT Milano Monza Brianza. L’argomento trattato ci insegna come leggere le etichette dei prodotti che acquistiamo per scegliere un’alimentazione sana.

Ci sediamo a tavola tre volte al giorno, spesso alternando spuntini ai pasti canonici, ma non sempre siamo consapevoli di quello che mettiamo nel piatto. Fame, fretta e pubblicità sono cattive consigliere.

Eppure la salute comincia proprio da una dieta equilibrata che deve essere varia, bilanciata nel numero di calorie e in grado di mantenere il peso forma, come spiega Davide Romeo, biologo nutrizionista di LILT Milano Monza Brianza.

“Una sana alimentazione, ricca di vegetali e povera di grassi animali (i grassi saturi), aiuta a prevenire fino al 30 per cento di alcuni tumori e altre patologie come quelle cardiovascolari, meglio se unita a una regolare attività fisica. Oltre alla dieta, è importante tenere sotto controllo peso e indice di massa corporea. Ogni variazione in positivo o in negativo è un campanello d’allarme che il nostro corpo lancia e a cui dobbiamo porre seria attenzione”.

Purtroppo il Covid-19 ha incentivato il disordine alimentare, facendo registrare un aumento delle malattie correlate all’aumento del peso per il ripiego sul cibo spazzatura.

Ripartire dall’alimentazione sana

“L’alimentazione non è un farmaco, ma ha una funzione preventiva importante per il nostro benessere”, ricorda il nutrizionista.

Bastano pochi accorgimenti per tornare sulla strada giusta: eliminare l’alcool, ridurre il sale già naturalmente contenuto negli alimenti integrando con aromi e spezie, preferire l’olio agli altri grassi sfruttando anche le sue virtù di anti-age naturale.

“Impariamo a giocare coi colori degli alimenti – aggiunge Romeo – e a mescolarli per godere delle loro diverse proprietà nutritive. Un esercizio divertente e utile da fare anche coi bambini, invitandoli a riempirsi il piatto di frutta e verdure a piacere, invece di obbligarli”.

Le trappole della fame

La fame è una cattiva consigliera sia al supermercato sia a tavola.

Quando facciamo la spesa, lista in mano e pancia piena sono le premesse necessarie per non perdersi tra gli scaffali guidati dalle tentazioni. Il rischio è di mettere nel carrello prodotti di cui non abbiamo bisogno e che non ci nutrono affatto.

E poi, a tavola o anche prima di sederci, attenzione all’abbuffata di carboidrati, come pane e derivati. C’è un trucco semplice per evitare questo rischio: mangiare frutta 15/20 minuti prima del pasto accompagnata da un bicchiere d’acqua. Dilata lo stomaco e attiva un ormone che stabilisce l’equilibrio corretto tra fame e sazietà.

L’etichetta è un’alleata della salute

Il requisito principale dell’etichetta alimentare è quello di informare in modo chiaro, leggibile e indelebile. E questo la rende la migliore alleata della nostra salute.

Ripartiamo dall’etichetta per conoscere a fondo quello che mettiamo nel piatto. A cominciare dalla denominazione del prodotto che ci garantisce le caratteristiche precise di quello che acquistiamo.

Attenzione alla differenza tra luogo di origine e di provenienza: per il secondo fa fede dove è avvenuta la lavorazione. Questo comporta che una materia prima proveniente dall’estero e lavorata in Italia diventi “made in Italy” e quindi più appetibile sul mercato.

L’ordine degli ingredienti dice tutto

“Quando leggiamo un’etichetta dovremmo sempre controllare con attenzione gli ingredienti. Sono elencati dalla maggiore alla minore quantità contenuta nel prodotto e ci dicono tanto. Se l’elenco parte dallo zucchero, come capita nella maggior parte dei casi, il prodotto non sarà molto sano”.

Una torta fatta in casa contiene in prevalenza farina e uova, mentre quella di produzione industriale zucchero. Spiega Romeo: “Tutto ciò che è di produzione industriale contiene zucchero, dal dentifricio al sacchetto della spesa. Il motivo è molto semplice: lo zucchero crea dipendenza e la dipendenza crea abitudini di consumo. Lo vediamo bene nei bambini quando reclamano con insistenza merendine, bevande gassate e altro cibo spazzatura”.

Mai privarsi di un alimento

Quando si parla di allergeni, è importante distinguere tra allergia e intolleranza. Nei soggetti allergici, alcune sostanze chimiche ingerite sono lette dal corpo come estranee con conseguenze che possono arrivare allo shock anafilattico.

Gli allergeni sono invece sostanze che possono creare intolleranze in alcune persone, ovvero piccoli disagi come nausea, vomito o diarrea. Il livello di pericolosità è del tutto differente.

“In linea generale, è sempre meglio non eliminare un alimento dalla propria dieta di propria iniziativa, senza un parere medico – sottolinea Romeo -. Per esempio, c’è stata la moda di mangiare gluten free, ma non ha senso farlo in assenza di celiachia. I prodotti senza glutine vengono privati di proteine strutturate e gli zuccheri contenuti vengono gelatinizzati con la conseguenza di un aumento esponenziale della glicemia. È inutile e dannoso privarsi di un alimento se il corpo non lo necessita”.

Il conto delle calorie

Occhio ai valori nutrizionali dei prodotti che acquistiamo e alle trappole che il mercato ci propone.

Sull’etichetta leggiamo i valori per 100 grammi di prodotto. Se stiamo spalmando una marmellata ricca di calorie su una fetta di pane, ricordiamoci che stiamo sommando due fonti di carboidrati e che non stiamo apportando proteine all’organismo. Risultato? Dopo la colazione salirà l’insulina con un rebound metabolico e di conseguenza ci sentiremo deboli e stanchi, già di prima mattina.

Magari limitiamoci a un velo di confettura e aggiungiamo uova, formaggio fresco, frutta secca o yogurt.

E nell’arco della giornata cerchiamo di tenere sotto controllo l’apporto complessivo di grassi e zuccheri, incrementando le proteine, spesso trascurate nella nostra alimentazione.

“Fate attenzione anche ai prodotti definiti light, senza o a basso contenuto di zuccheri o grassi – aggiunge il nutrizionista -. Promettono una riduzione dell’apporto calorico fino al 30%, omettendo il valore iniziale. Se il prodotto è ipercalorico o molto grasso, una riduzione in percentuale cambia poco la sostanza”.

L’occhio vuole la sua parte

Chi acquisterebbe un alimento di colore marrone o blu? Nessuno, dicono le indagini di mercato. È per questo che sono nati i coloranti. La loro unica funzione è di fare il make up a quello che mangiamo perché sia più appetibile agli occhi.

Ci sono coloranti naturali (animali e vegetali) e sintetici, che prevalgono perché sono più a buon mercato.

Nelle etichette devono obbligatoriamente comparire tra gli ingredienti, specificandone la funzione (es: conservante o colorante) e il codice (E +  numerodi riferimento).

Le etichette indicano anche la dose raccomandata giornaliera (RBA), stabilita in base a tabelle ministeriali. Il problema è che nell’arco della giornata nessuno tiene il conto di quelli che ingerisce.

Un eccesso di coloranti è associato a iperattività nei bambini, un’avvertenza talvolta segnalata nelle etichette).

Una buona notizia è che alcuni alimenti non possono contenere additivi di alcun genere: latte, latticello, yogurt, prodotti a base di latte, pasta secca, caffè, tè in foglie, miele, zucchero.

Condividi su: