In questi mesi di lockdown, mentre cercavamo di fare ordine tra i tanti stimoli lavorativi dettati da un nuovo modo di lavorare, gestire la convivenza con i nostri familiari tra didattiche a distanza, uffici improvvisati e call interminabili, i nostri occhi si sono fermati ad osservare sempre più spesso i nostri figli, la “touch generation”, sempre connessi e spesso impegnati a giocare a lungo tra Fortnite, Mine Craft e Fifa.  

E allora ci siamo chiesti, perché non organizzare una iniziativa per i genitori e come percepiscono il mondo dei videogiochi?

Detto, fatto! Martedì 10 giugno più di 40 colleghi si sono collegati al webinar “I video giochi spiegati ai genitori”, organizzato insieme ad Enrico Banchi della Scuola di Palo Alto, che ci ha guidato in questo viaggio affascinante alla scoperta del mondo dei videogiochi.

Ci aspettavamo forse che tutte le nostre paure fossero confermate, “mio figlio gioca troppo alla play”, “questo gioco è troppo violento” e trovare una soluzione e qualche consiglio per strappare via i nostri figli dalle consolle. E invece si sono aperti nuovi orizzonti e diverse realtà a cui non avevamo mai pensato.

Abbiamo preso consapevolezza del fatto che i videogiochi, rappresentano una vero e proprio settore in continua crescita, un industria in espansione, e che esistono dei veri giocatori professionisti che partecipano a campionati in tutto il mondo, ma soprattutto ci siamo resi conto che dietro i videogiochi ci sono delle opportunità nascoste, che ridimensionano alcune delle nostre preoccupazioni, possiamo controllare i rischi e moltiplicarne i vantaggi e con una giusta dose di attenzione possiamo acquisire una consapevolezza diversa libera da pregiudizi e da inutili preoccupazioni. 

Anche in questo caso la neuroscienza ci è venuta in aiuto portando le sue evidenze basate su ricerche medico scientifiche. Lo sapevate ad esempio, che alcuni videogiochi stimolano e migliorano l’attenzione selettiva? Che insegnano a raggiungere obiettivi e stimolano il pensiero strategico e favorendo l’inclusione sociale?

Ci sono preoccupazioni giuste ed alcune un po’ meno infondate quindi. Ma allora a cosa dobbiamo fare noi genitori per dare la giusta attenzione e il giusto peso? A che età possono iniziare a giocare i nostri figli? Per quanto tempo?

Non esiste un’età giusta per iniziare, esistono i giochi giusti per ogni età, per stimolare e tutelare aspetti diversi. Capire i gusti e le preferenze dei nostri figli è fondamentale così come leggere ed informarsi su ogni singolo gioco che vorrebbero. E ad ogni gioco va dedicato il tempo adeguato concordandolo prima.

Prima di tutto dobbiamo imparare a conoscere e ad osservare. Sapere a cosa giocano i nostri figli, conoscere i videogiochi e mettere in pratica alcuni piccoli accorgimenti.

Non bisogna temere che si crei la dipendenza da videogioco se stanno 2 ore incollati allo schermo, perché è stato dimostrato che è la stessa dipendenza che crea piacere, bisogna invece assicurarsi che accanto al videogioco continuino ad esserci tutte le altre attività e tutti gli altri interessi.

E per finire attenzione a settare i permessi dei giochi, impostare gli accessi per poter effettuare i giusti controlli ed organizzare l’ambiente di gioco fuori dalle loro piccole stanzette, in modo da poterli ogni tanto osservare e perché non perdano completamente il contatto con il resto della realtà che gli ruota intorno.

Un workshop di due ore tutto digitale, in cui hanno partecipato non solo i genitori ma sorprendentemente anche loro, “i piccoli” : è diventato così anche un momento di incontro e condivisione tra nuove e vecchie generazioni.

Possiamo allora ripartire da qui ed iniziare un nuovo percorso insieme, con l’obiettivo di garantire divertimento ma anche opportunità importanti di apprendimento dinamico e chissà giocare qualche partita insieme a loro!

#livingineura #wecareaboutourpeople

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