“Il sole bacia i belli ma non li rende Sani” questo il titolo del webinar introduttivo alla campagna di prevenzioni 2021 rivolta a tutti i colleghi di Europ Assistance. Marta Brumana, dermatologa della LILT Milano Monza Brianza , ci ha accompagnato attraverso un percorso informativo breve ma approfondito sui melanomi. Di seguito temi interessanti e preziosi consigli.

Nel corso della loro vita un uomo su 58 e una donna su 77 sviluppano un melanoma, il tumore più pericoloso tra quelli della pelle. È il secondo più diffuso tra i maschi fino a 49 anni e il terzo per le femmine, dopo mammella e tiroide.

È un vero e proprio allarme quello che lanciano i dermatologi. Queste neoplasie sono raddoppiate negli ultimi 10 anni e i casi di melanoma registrano un +20% solo nel 2020.

Il motivo? Un dato di fatto. La pelle ha la memoria lunga, l’equivalente di un microchip al suo interno che registra tutte le cattive abitudine del passato, e in particolare della gioventù, per presentare il conto in età matura.

Fino al Novecento, la pelle chiara è stata simbolo di bellezza e nobiltà. Si utilizzava il cerone per risaltare il pallore naturale. Dagli anni ’20, invece, l’abbronzatura ha dominato come status symbol obbligatorio per essere alla moda. Il modo di vivere il sole, purtroppo, è cambiato senza adeguate precauzioni per la salute.

“Addirittura, negli anni ’70, per un insieme di scarsa conoscenza e coscienza – spiega la dott.ssa Brumana, dermatologa LILT -, si usavano la birra e la coca cola per aumentare il riflesso e aiutare la penetrazione dei raggi ultravioletti per intensificare l’abbronzatura. Ecco perché oggi ci sono molti casi di melanoma. Ed è per questo che dobbiamo insegnare ai nostri figli a proteggersi”.

I tumori della pelle

I carcinomi e il melanoma sono i più frequenti tra i tumori della pelle.

I primi sono di tipo epiteliale ed insorgono nella pelle esposta al sole. Mentre il melanoma nasce dai melanotici, le cellule pigmentate che formano i nei. Sono più frequenti sulle gambe nelle donne e sul dorso negli uomini. Più spesso il melanoma si nasconde in un neo nuovo, in altri casi in un neo esistente che si modifica, diventa irregolare, cambia colore e cresce.

La diagnosi precoce ha permesso di fare passi avanti importanti nella cura dei tumori della pelle e oggi il melanoma, il più pericoloso di tutti, ha una bassa mortalità e vanta l’87% di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi.

Il sole amico e nemico

Ci sono due tipi di prevenzione dei tumori della pelle. Quella primaria è affidata a noi ed equivale a evitare i comportamenti corretti.

“Il sole è amico e nemico dell’uomo – spiega la dermatologa -. Da una parte attiva la vitamina D, ci dà calore, migliora l’umore e il ritmo circadiano, ovvero l’orologio del nostro organismo. Dall’altra, ci espone a ustioni, scottature ed eritemi che sono l’anticamera dei tumori della pelle e favorisce l’invecchiamento cutaneo. Non bisogna evitare il sole, bisogna evitare le scottature”.

Proteggere la pelle è il primo gesto di prevenzione che possiamo fare. Come? Innanzitutto, scoprendo il nostro fototipo. La pelle ha colori diversi secondo tipologia e quantità di melanina presente e la classifichiamo con fototipo da 1 a 6, dalla carnagione chiara a quella scura. Ogni fototipo ha il suo bisogno di protezione specifico perché tutti possiamo scottarci.

Ormai è noto che il sole va evitato nelle ore centrali della giornata (dalle 11 alle 15), meno noto è che anche il cielo nuvoloso lascia filtrare i raggi ultravioletti e che l’esposizione raddoppia dove c’è sabbia, neve, acqua o erba.

La crema solare, sempre sopra la protezione 20 e anche più alta in base al fototipo, va spalmata generosamente nella quantità di una tazzina da caffè su viso e corpo, compresi il dorso di mani e piedi, orecchie e cuoio capelluto, dove i capelli sono radi. Testa e mani sono le parti del nostro corpo sempre a contatto con il sole e per questo più a rischio di tumori della pelle. Molto utili anche cappelli e indumenti.

Vietate le lampade abbronzanti, definite carcinogene dall’Agenzia di ricerca per il cancro dall’OMS nel 2009.

La prevenzione secondaria

Individuare i tumori nella fase iniziale è fondamentale per renderli curabili.

La regola numero uno è conoscere e monitorare la propria pelle. “Il mio consiglio – spiega la dott.ssa Brumana – è di controllare il corpo dopo la doccia, usando uno specchio e chiedendo aiuto per arrivare dove non vediamo. Anche il parrucchiere può collaborare verificando se ci sono lesioni nel cuoio capelluto. Obiettivo: cercare il “brutto anatroccolo”, ovvero il neo molto diverso da tutti gli altri”.

Nella nostra osservazione possiamo farci aiutare dalla regola detta “ABCDE”, un acronimo che vuol dire: asimmetria, bordi, colore, dimensioni, evoluzione. Questi dettagli, quando si modificano tutti o in parte, ci lanciano un segnale sospetto.

Dalla pubertà in poi (prima solo su indicazione del pediatra), è consigliata a tutti una visita dermatologica annuale con dermatoscopia per la prevenzione dei tumori della pelle. E in particolare a chi presenta fattori di rischio: fototipo chiaro; molti nei (più di 11 nei sul braccio); familiarità per melanoma.

In caso di dubbio, il dermatologo prescrive un esame istologico per avere una diagnosi definitiva sulla lesione cutanea sospetta.

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