Man mano che l’intelligenza artificiale e la robotica fisica prendono piede, aumenta la preoccupazione di chi ritiene che l’automazione possa mettere in agitazione la forza lavoro e rendere inutili le competenze tradizionali. Gli esperti parlano di nuove competenze che l’automazione sarà in grado di creare, permettendoci di cogliere le nuove opportunità.

AUTOMAZIONE – L’automazione permette a un processo, un sistema o un macchinario di funzionare in maniera autonoma. Oggi se ne parla spesso per indicare le tecnologie che controllano e monitorano la produzione e la consegna di beni e servizi. Prendete ad esempio Amazon, che ad oggi può contare su oltre 100.000 robot per prelevare gli articoli nei propri magazzini.
Due parole comunemente usate insieme ad automazione sono Intelligenza Artificiale (IA) e Machine Learning, una branca dell’informatica che si occupa di creare macchine che funzionano e reagiscono come gli esseri umani e che già trova applicazione in aree impensabili. Per fare un esempio, prendete le tecnologie di riconoscimento vocale come Siri di Apple o alla capacità di siti quali Netflix di prevedere quali film vi piaceranno sulla base del nostro comportamento.

OPPORTUNITÀ’ – Si teme l’automazione da una parte, ma dall’altra è legittima una domanda: Come è possibile programmare un computer affinché prenda la decisione giusta in una situazione di pericolo? Questi timori rischiano di sminuire le opportunità. Sebbene sia indubbio che le macchine rimpiazzeranno alcuni lavori manuali, solo il 5% circa degli impieghi potrà essere completamente automatizzato. Tra le attività più a rischio ci sono le mansioni fisiche, come l’uso di macchinari, ma anche quelle relative alla raccolta e all’elaborazione dei dati.

PRODUTTIVITÀ‘ E NUOVE OCCUPAZIONI – Uno dei maggiori vantaggi offerti dall’automazione è risparmiare ai lavoratori i  compiti amministrativi che occupano un’enorme quantità di tempo, migliorando notevolmente la produttività e l’efficienza. Infatti, con la sola automazione, si potrà aumentare la produttività fino all’1,4%. 
L’automazione creerà nuovi posti di lavoro Uno degli esempi più ovvi è nel settore tecnologico, dove decenni fa non esistevano settori come l’industria delle app, che oggi dà lavoro a 12 milioni di persone. McKinsey prevede che entro il 2030 ben il 10% dei posti di lavoro sarà in settori che oggi non esistono.

È anche importante ricordare che le macchine hanno i propri limiti e che alcune attività vengono eseguite meglio dagli esseri umani. Abilità come l’intelligenza sociale ed emotiva, la creatività e il ragionamento, ad esempio, sono naturali per gli esseri umani, ma non sono così facili da insegnare ai robot. È quindi probabile che queste competenze aumentino di valore e consentano ai lavoratori del futuro di dedicare più tempo ad attività che includono la gestione, l’interazione e la comunicazione con le persone.

NUOVE COMPETENZE – Con l’avvento di nuove tecnologie che sostituiscono le attività manuali, l’ambiente lavorativo ha iniziato a trasformarsi. Adattarsi a questo nuovo modo di lavorare sarà molto più facile se si possiedono almeno le conoscenze di base su come utilizzare queste tecnologie a proprio vantaggio. Infatti, nel 60% delle mansioni, almeno un terzo delle attività potrebbe essere automatizzato. CodeAcademy e Udemy sono solo alcune delle numerose organizzazioni nate per fornire gratuitamente corsi di informatica e di programmazione.
Le nuove tecnologie ci spingono a cogliere opportunità e gli stimoli di nuove professioni. L’imprenditorialità è in aumento e le competenze trasversali saranno sempre più apprezzate in un mondo in cui “uomo e macchine” cooperano per completare le mansioni di ogni giorno.

 

 

 

 

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