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Jet lag: 5 consigli per combattere lo “stress del viaggiatore”

Diciamoci la verità: viaggiare è bellissimo. Lasciarsi alle spalle la quotidianità noiosa e scoprire il mondo, anche solo per lavoro, è qualcosa che ci fa bene e arricchisce il nostro bagaglio di ricordi. Se poi si viaggia per piacere, ecco che la nostra mente si carica di pensieri positivi, con la prospettiva di vivere emozioni, scoprire luoghi e conoscere nuove persone. Eppure, non sempre il viaggio è associato a sensazioni positive.
Lo stress della valigia, le limitazioni della classe economica, il dover arrivare con un congruo anticipo in aeroporto per sottoporsi a tremila controlli di sicurezza. E non dimentichiamoci di lui, il vero nemico di ogni globetrotter che si rispetti: il jet lag.
Questa parolina inglese, che letteralmente significa “divario da aereo a reazione” (il jet, appunto), indica tutta quella serie di reazioni biologiche che il corpo affronta quando, improvvisamente, il suo ciclo biologico è stravolto da una repentina variazione di orario o di abitudini.

DISAGIO DA JET LAG – Non è difficile capire perché il jet lag ci trasformi in letargici zombie che vagano per le città o in sonnolenti ghiri a caccia della prima camera d’albergo dove dormire. Prendiamo il caso di un volo Roma – New York. Se partiamo da Roma alle 3 di pomeriggio, e il volo dura circa 8 ore, il corpo si aspetta di arrivare a destinazione in tarda serata, pronto per andare a letto.
Dato però il fuso orario New York, arriveremo alle 17, dunque in pieno pomeriggio, pronti per l’aperitivo sul rooftop di qualche grattacielo della 5th Avenue. Ecco che il corpo deve adattarsi prontamente a un cambio di abitudini (oltre che di location), e dunque risponde al disagio temporaneo con insonnia, problemi digestivi, nausea e mal di testa.

Il jet lag non è un nemico, come potete immaginare, ma il solo modo che il corpo ha per avvisarci che questa variazione di abitudine può farci poco bene. Fortunatamente, però, esistono delle best practices, dai rimedi nausea fino ai rimedi contro il sonno, stanchezza e nausea che ci aiutano a ridurre questi effetti prima e durante il viaggio.

Ecco come combattere il Jet Lag in cinque semplici mosse:

AFFRONTARE IL VIAGGIO CON SERENITA’ – Lasciarsi prendere da stanchezza e nausea in vista della partenza può aggravare gli effetti del jet lag. Il giorno prima di partire evitate di assumere tè, caffè, alcool e pranzate in maniera leggera (insalata, riso, carne bianca etc.). Concedetevi una cena altrettanto “light” e, prima di andare a dormire, sorseggiate una tisana rilassante, senza forzare i ritmi naturali del sonno. Più penserete ad addormentarvi, infatti, e più non ci riuscirete!

BERE MOLTA ACQUA – Bere con regolarità è forse il consiglio più usato (e abusato) in ogni caso, ma mai come nel caso dei lunghi viaggi ha una pertinenza assoluta. Soprattutto se si viaggia in aereo, la diversa pressione atmosferica e lo spazio chiuso possono causare una più rapida disidratazione. Una volta passati per i controlli di sicurezza, acquistate una bottiglia d’acqua e bevete a più riprese durante il volo, a piccoli sorsi, in modo che l’organismo resti idratato.

ORGANIZZARE LE PRIME ORE DEL VOSTRO VIAGGIO – Una volta arrivati a destinazione, la tentazione di rinchiudersi in camera e dormire è fortissima. Tanto forte, però, quanto sbagliata! Fate una doccia rinfrescante, cambiatevi d’abito e concedetevi una piccola passeggiata di un’ora: in questo modo recupererete le ore trascorse seduti, e darete al vostro corpo una quanto mai necessaria scarica di endorfine.

EVITARE FARMACI NON NECESSARI – La tentazione di ricorrere ai farmaci è sicuramente forte: una pillolina, o qualche goccia di tranquillante, vi renderanno più bendisposti al viaggio… oppure no? Se volete ricorrere a un aiuto esterno, preferite le soluzioni naturali e più “digeribili” per l’organismo: valeriana e melatonina, disponibili sia in farmacia che in erboristeria, sono alleate validissime e a minor effetto sul corpo.

SPOSTARE LE LANCETTE AVANTI (E NON INDIETRO) – Nei viaggi più lunghi, il fuso orario varia anche di numerose ore, e dunque bisogna portare avanti le lancette dell’orologio. Invece di farlo quando si arriva a destinazione, è più utile farlo prima della partenza: in questo modo si inizierà a pensare, e programmare la giornata, proprio come fossimo già arrivati, riducendo una ulteriore fonte di stress.

A cura della Redazione di PaesiOnLine

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