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Malesia e Filippine: destinazioni a prova di futuro

Il futuro e lo sviluppo tecnologico (oltre che culturale) del mondo sono ormai da tempo appannaggio dell’Asia. Passati i tempi del predominio del Vecchio Continente, offuscato il ruolo dell’America come terra delle opportunità, è ora il gigante d’Oriente a offrire una visione globale ispirata alla modernità e alla voglia di valicare le frontiere del possibile.
Si può ben dire, in sostanza, che l’Asia sia una terra a prova di futuro, e al di là delle destinazioni più conosciute e in voga, come la Cina e il Giappone, ci sono due nazioni che emergono nel grande calderone di culture e tradizioni del Levante: la Malesia e le Filippine.

CULTURE E TRADIZIONI – Una monarchia elettiva la prima, una repubblica presidenziale l’altra. Due paesi che affacciano sull’Oceano Pacifico, al centro di un secolare avvicendarsi di culture e di tradizioni e caratterizzati da un forte pluralismo. Malesia e Filippine rappresentano due facce di una moneta che, pur opaca, continua a risplendere di opportunità.
La testimonianza più evidente di come questi due paesi siano un laboratorio di equilibrio costante è forse l’ambito linguistico; in Malesia sono quattro le lingue ufficiali (malese, inglese, cinese e tamil), nelle Filippine altrettanto (filippino, inglese, spagnolo e arabo).
Del resto, ambedue sono legate da un passato coloniale molto forte: la Malesia fu portoghese, olandese, britannica e addirittura giapponese, prima di conquistare una lenta e difficile indipendenza.
Le Filippine, per contro, hanno vissuto una lunga dominazione spagnola, che ha lasciato un’impronta molto forte nelle tradizioni e nel culto dei Filippini, prima di divenire terra statunitense e, dopo un breve periodo di occupazione giapponese, concedersi una tumultuosa indipendenza.
Ancora oggi la propensione al futuro e la voglia di aprirsi al mondo di ambedue i paesi è frutto di una lunga tradizione che si basa sui piccoli gesti, come il Mano Po filippino (un inchino rispettoso fatto toccando la mano di un anziano con la propria fronte) o l’abitudine di togliere le scarpe quando si entra in casa altrui o nei luoghi di culto.

MALESIA, L’INCONTRO DI POPOLI TRA MUSICHE E COLORI – È spesso definita una diversità intrigante, quella che caratterizza il palcoscenico culturale malese. Del resto, tra queste terre l’incontro di popolazioni autoctone e di emigrati ha rappresentato un fenomenale mezzo di diffusione delle tradizioni provenienti dai quattro angoli del mondo.
Tra i popoli indigeni della Malesia troviamo i Kadazan Dusun, i Bajau, i Murut, gli Iban, i Bidayuh e gli Orang Ulu. Ciascuno di questi, con percentuali via via decrescenti, concorrono a definire gli aspetti antropologici più evidenti del paese.
Tra questi l’agricoltura, la pesca, l’uso di abitazioni in comune dove possono vivere fino a cento persone, la grande accoglienza e disponibilità delle popolazioni e, nel caso dei Murut, l’abitudine fortunatamente venuta meno di cacciatori di teste.
L’esperienza culturale malese trova i suoi punti di forza anche nell’artigianato (soprattutto in terracotta e in legno intarsiato), nella sartoria tradizionale forte di colori e stoffe sgargianti e nell’abitudine musicale, con l’uso di antichi strumenti che venivano lavorati utilizzando solo materie prime locali, come legni e pietre.
Un simbolo di modernità e propensione al futuro, ma che getta le sue fondamenta sul passato, sono sicuramente le Petronas Twin Towers, il simbolo della capitale Kuala Lumpur. L’architettura di questi due grattacieli, alti 450 metri, si basa su una pianta a stella inscritta nel cerchio, tipica formazione islamica, mentre l’uso dei materiali e la scelta delle forme lungo tutto il palazzo è un costante richiamo alla cultura malesiana.

FILIPPINE, CONFRONTI DI FEDE E CULTURA – Le innumerevoli isole che compongono l’arcipelago filippino rappresentano non solo un elemento di frammentazione geografica, ma concorrono anche a definire un panorama culturale estremamente eterogeneo.
Il contatto tra le popolazioni aborigene filippine e gli europei fu, innanzitutto, un contatto religioso: furono infatti i sacerdoti e i frati cattolici, a partire dal Cinquecento, ad evangelizzare le Filippine, introducendo un profondo senso religioso che ancora oggi permea città e popolazioni, come è possibile scoprire camminando per le strade di Manila, Tacloban e Mindanao.
L’architettura cristiano-cattolica è ancora oggi fonte di grande attenzione, essendo le chiese barocche parte del Patrimonio dell’Umanità UNESCO sin dal 1993, ma sono anche i templi islamici, le moschee, ad aver conquistato sempre più spazio, urbanistico e sociale, nel cuore delle Filippine.
Pur tra spesso evidenti differenti, il clima multireligioso che emerge dalla coabitazione filippina dimostra una sensibilità decisamente spiccata dei popoli asiatici al dialogo e all’accettazione di abitudini apparentemente inconciliabili.
Anche nelle Filippine la musica gioca, alla pari della cultura religiosa, un ruolo di prim’ordine. Gli stili musicali che si sono succeduti nel paese, particolarmente nell’ultimo secolo, risentono delle influenze europee, americane e asiatiche (cinesi nello specifico), e la valorizzazione di queste eccellenze è evidente nei Teatri Art Deco di Manila.
Decine, forse centinaia di edifici costruiti tra gli anni Trenta e Cinquanta, molti dei quali ora in piena decadenza seppure attivi, che testimoniano un profondo interesse della popolazione per il teatro. Tra i luoghi della cultura musicale nella capitale, è Rizal Avenue (o Avenida) che ha sempre raccolto la maggior presenza di popolazione.

a cura della redazione di PaesiOnLine

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