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Provenza d’autunno, di città in città

L’autunno è una delle stagioni più adatte per visitare la Provenza e le sue città: il clima ancora tiepido e i paesaggi dai toni rossi e caldi tipici di questo periodo fanno della regione Sud Provenza-Alpi-Costa Azzurra una delle mete più interessanti per un urban tour, dai centri più grandi, come Marsiglia e Nizza, alle cittadine più ‘a portata di piedi’ o di bicicletta, come Avignone, Arles, Aix-en-Provence, Tolone… E, anche se i giorni a disposizione non fossero molti, le distanze ridotte tra un centro e l’altro consentono di costruire un programma adeguato alla mezza stagione.

 

Perché le città? Perché le giornate più corte e le temperature un po’ più basse dell’autunno rendono piacevole anche passare anche qualche ora in luoghi riparati o al chiuso, specie verso la fine della giornata. E le città provenzali sono ricche di musei, gallerie, boutique e altre mete indoor degne di nota. Come le terrazze dei caffè, all’aperto ma spesso provviste di copertura e gradevolmente riscaldate.

 

Marsiglia, città del cambiamento

Il Mucem di Marsiglia

Il Mucem di Marsiglia

Prendiamo Marsiglia, il dinamico capoluogo della Provenza: nelle giornate autunnali due passeggiate sono d’obbligo. La prima porta alla chiesa di Notre Dame de la Garde, la ‘buona madre’ dei marsigliesi che protegge dall’alto la città e i suoi abitanti; una volta arrivati, la vista a 360° su Marsiglia ripaga ampiamente della salita (ma la si più raggiungere anche con l’autobus urbano che percorre un tratto della costa, o con il trenino turistico che parte a pochi metri dall’Hotel de Ville). La seconda prevede di camminare lungo la banchina del Vieux Port fino al Fort Saint Jean, una delle due fortificazioni che si trovano all’imbocco del porto stesso. Una volta qui, sarà piacevole perdersi nelle stradine del Panier, il più vecchio quartiere della città.

Una passerella modernissima collega l’altura del Fort Saint-Jean al Mucem, il museo progettato da Rudy Ricciotti, dedicato alle culture dell’Europa e del Mediterraneo. È la prima meta indoor per chi visita Marsiglia, in qualunque stagione: le sue mostre sono ricche di suggestioni.

Infine, ecco due opzioni piene di tepore per aggiungere un pizzico di leggerezza alla visita della città:

  • un giro di shopping al centro commerciale Les Terrasses du Port che per i marsigliesi è già diventato un must;
  • una sosta al bar/ristorante dell’Hôtel Dieu, ex ospedale trasformato in uno dei più lussuosi alberghi della città, con vista scenografica sul Vieux Port e su Notre Dame de la Garde.

 

Nizza, l’eterna rivale

Il Porto di Nizza

Il Porto di Nizza

Che dire di Nizza, eterna rivale di Marsiglia? Seconda città della regione per numero di abitanti e ‘capitale’ della Costa Azzurra, è a pochi chilometri dall’Italia e gode di un clima eccezionale tutto l’anno. Non a caso anche molti nostri connazionali l’hanno scelta per abitarci, o come ‘dimora secondaria’.

Tra i musei cittadini, che sono una quindicina, spiccano per interesse il Mamac (Musée d’Art Moderne et d’Art Contemporain) e i musei dedicati a Henry Matisse, che visse 40 anni nel capoluogo della riviera francese, e Marc Chagall, che scelse invece Saint-Paul-de-Vence, romantico villaggio arrampicato sulla collina alle spalle della città.

Ma in autunno è gradevole anche passeggiare sulla Promenade des Anglais, per fare il pieno di iodio lungo il mare, salire – a piedi o in ascensore – sulla collina del Castello per dominare con lo sguardo la città, fermarsi davanti ai banchi del mercato dei fiori di Cours Saléya o, ancora, perdersi tra le colorate strade pedonali della città vecchia, il Vieux Nice: il loro intrico ne fa un riparo naturale da eventuali folate di vento.

Non mancano, a Nizza, le tracce d’italianità: se la vivace e colorata Place Masséna è il luogo simbolo del continuo sforzo di rinnovamento della città, è nella più tranquilla Place Garibaldi che si può ritrovare una certa ‘aria di casa’.

 

Aix-en-Provence, la piccola Parigi

Aix-en-Provence è considerata, meritatamente, la più elegante tra le città provenzali ed è chiamata, per questo, la ‘piccola Parigi’. Quanto ad allure e bellezze architettoniche, in effetti, ha davvero poco da invidiare ai quartieri più chic della capitale di Francia.

Città dalla vita culturale molto vivace, anche grazie alla presenza dell’università, in autunno Aix accoglie i visitatori con i suoi ‘pezzi da novanta’: il Musée Grenet, che ha riaperto i battenti da un paio d’anni, e il Centre d’Art Hôtel de Caumont, hôtel particulier situato nello storico quartiere Mazarine, contiguo al Cours Mirabeau.

È questo viale alberato il cuore pulsante della città, dove il passeggio è uno spettacolo da gustare seduti ai tavolini delle terrasses – affacciate al sole e riscaldate – di uno dei tanti caffè. Il sabato mattina, invece, è d’obbligo una passeggiata per i mercati cittadini: fiori, antiquariato, tessuti…; nei mesi autunnali, quando il turismo si fa meno invadente e più discreto, curiosare a passo lento tra le bancarelle ha un sapore tutto particolare.

 

Avignone tra papi e ponti, Botticelli e Van Gogh

Avignone: il Ponte e il Palazzo dei Papi di Avignone

Avignone: il Ponte e il Palazzo dei Papi

Ad Avignone, altra città intrisa di spirito provenzale, tutto sembra partire dalla place de l’Horloge, sempre molto animata (ma sono da evitate i caffè, per lo più ‘acchiappa-turisti’: meglio preferire una delle tante piazzette del centro, un po’ nascoste e piene di fascino). Da qui, in pochi minuti, si raggiungono i due luoghi cardine della città: il Palazzo dei Papi, colmo di storia e di storie (l’histopad fornito per la visita consente di immergersi nella vita dell’edificio ai tempi del papato avignonese), merita di dedicare un po’ di tempo anche alle mostre e agli allestimenti sovente innovativi organizzati nei suoi spazi; il pont Saint Bénezet, o pont d’Avignon, all’esterno delle mura cittadine, è proprio lui, quello reso celebre dall’omonima canzone.

Meno universalmente noti rispetto alle vedettes della città, ma altrettanto interessanti, sono due musei avignonesi: il Museo del Petit-Palais (piccolo per modo di dire, visti i suoi 3mila mq. di esposizione) permette di ammirare molte opere di arte italiana del ‘300 e ‘400, inclusa una Madonna con Bambino di Sandro Botticelli; il Museo Angladon assegna invece alla città di Avignone un primato inatteso: custodisce la sola opera di Van Gogh – tra le 300 circa realizzate tra Arles e Saint-Rémy-de-Provence – ancora presente in Provenza.

 

Arles, non solo Van Gogh

 

Di Van Gogh, Arles fu per qualche tempo il luogo d’elezione. Oggi, al pittore fiammingo la città provenzale ha dedicato la modernissima Fondazione Van Gogh che espone a rotazione capolavori dell’artista provenienti da altri musei e collezioni nazionali e internazionali.

Ma l’interesse principale che suscita questa città patrimonio dell’umanità, a nostro avviso, è il suo essere una sorta di ponte tra passato e futuro da un lato e tra cultura e natura dall’altro.

Arles rappresenta un trait d’union ideale che collega la città romana (dopo Roma, questo è il centro urbano che vanta la più alta concentrazione al mondo di vestigia del periodo romano) e quella dell’erigenda torre di Franck Gehry, costruzione avveniristica tanto nella concezione quanto nell’architettura.

Ma Arles è anche il punto d’incontro tra la Camargue silenziosa e selvaggia – dove in autunno la luce accecante del sole estivo si fa più sfumata e a novembre ‘atterrano’ migliaia di fenicotteri rosa in migrazione – e il fervore culturale della città, strettamente legato agli sforzi della Fondation Luma, dell’Editrice Actes Sud e dei molti soggetti pubblici e privati che puntano a fare di Arles uno dei poli culturali più dinamici della Francia meridionale.

 

Tolone, sconosciuta ma ancora per poco

 

Meno conosciuta in Italia come meta di turismo (ma i francesi la frequentano, eccome!), Tolone è diventata più raggiungibile da quando i treni Thello collegano Lombardia, Liguria, Costa Azzurra e Provenza senza cambi: il capoluogo del Var è una delle fermate, tra Saint-Raphaël e Marsiglia.

Se d’estate la ‘vista’ canonica sulla città e il suo porto è quella dal battello che attraversa la rada di Tolone, nelle giornate limpide d’autunno – vento permettendo – vale la pena di raggiungere con la cabinovia il belvedere del Mont Faron: un punto di vista unico per ammirare dall’alto il golfo e la città. Sul monte, un museo ricorda lo sbarco degli alleati in Provenza nella notte tra il 14 e il 15 agosto 1944.

Quanto al passeggio, si può partire da place de la Liberté, la piazza principale, e andare in cerca delle 200 fontane che, si dice, punteggiano la città e ne raccontano la storia. Imperdibile, infine, il mercato provenzale di Cours Lafayette (tutti i giorni tranne il lunedì).

 

Antibes, Cannes, Hyères: dove l’autunno è ancora estate

 

Antibes, Cannes e Hyères sono centri d’interesse turistico, culturale e naturalistico che si visitano facilmente a piedi o a pedali, ma anche città in cui si abiterebbe volentieri.

Ad Antibes non mancano i luoghi d’arte e di cultura. Tra i tanti da visitare in città, oltre all’iconico Musée Picasso, due ‘curiosità’: il Musée Peynet (sì, quello dei celebri ‘fidanzatini’) e della vignetta umoristica, e il Museo della Scuola, nel quale è stata ricostruita nei minimi particolari un’aula scolastica d’antan. Tra vecchi banchi, carte di una geografia che non esiste più, calamai, libri e quaderni che odorano di antico, il percorso a ritroso nel tempo e nell’età riscalda il cuore.

L’altra meta imprescindibile, un po’ più lontana dal centro della città, è a Cap d’Antibes. Si tratta della Villa Eilenroc: insieme ai suoi giardini è il simbolo incontrastato del lusso e dello charme della Belle Epoque. Non è difficile immaginare la tavolozza dell’autunno in un parco di oltre 10 ettari.

Cannes, a sua volta, è una delle città più fiorite di Francia e in autunno si veste dei toni del giallo e del rosso. Per apprezzarne tutte le sfumature, vale la pena di raggiungere i giardini di Villa Rothschild.

E il cinema? Lontano dall’atmosfera esclusiva e mondana del Festival di maggio, si può comunque cogliere lo spirito della settima arte passeggiando lungo il Boulevard de la Croisette o seguendo l’itinerario pedonale a tema che attraversa le vie della città.

Sempre a Cannes, si respira un’aria tutta particolare a Le Suquet, la città vecchia, dove la torre del Castre domina tutta la città dall’alto dei suoi… 22 metri. Il castello, medioevale al pari della torre, ospita un’ampia collezione di strumenti musicali, oltre a opere e reperti di diversi periodi storici. L’arte contemporanea si trova invece nell’edificio ottocentesco chiamato Le Malmaison.

Hyères, infine, con il suo centro colorato e vivace e i suoi 25 km di spiagge (perfette per farsi scaldare dall’ultimo sole della stagione) è un vero e proprio invito al passeggio.

A ‘garantire’ per le condizioni climatiche della città è niente meno che Leone Tolstoj, che a proposito di Hyères scrisse: “Il clima è ammirevole. I limoni, gli aranci, gli allori, le palme sono in fiore, in foglie e in frutto durante tutto l’inverno”. L’autore di Anna Karenina era convinto che nella cittadina provenzale si potesse fare il bagno anche d’inverno. Certo, lui veniva da ben altre latitudini…

I due ‘punti di vista’ più interessanti per abbracciare con un solo sguardo l’intera città e il suo mare, con Porquerolles e le altre Isole del Levante, sono la torre dei Templari e la terrazza-giardino di Villa Noailles.

 

Provenza d’autunno, cosa mettere in valigia

A dispetto dei detti popolari e dei cambiamenti climatici, le mezze stagioni continuano a esistere. E sono quelle in cui è un po’ più difficile decidere cosa mettere in valigia.

Da questo punto di vista l’autunno provenzale facilita il compito, data la generalizzata mitezza del clima nella regione. Ma è ugualmente utile, per quanto riguarda l’abbigliamento, scegliere capi adatti a essere sovrapposti e indossati ‘a strati’.

La stagione intermedia, infatti, comporta variazioni di temperatura anche significative, dovute all’escursione termica che si verifica nell’arco della giornata: nelle prime ore del mattino e a partire dal tardo pomeriggio è bene coprirsi un po’ di più, anche perché i primi raffreddori e altri ‘scherzi’ che gli sbalzi di qualche grado possono giocare al nostro corpo sono in agguato. Come pure non è da sottovalutare il fatto che i passaggi dal chiuso all’aperto e viceversa – frequenti nella giornata tipo dell’urban traveller – non sono neutrali nei confronti della salute.

Da questo punto di vista, vale la pena di mettere in valigia insieme al solito health case un servizio come MyClinic, che Europ Assistance ha di recente integrato nella sua offerta di polizze viaggi breve durata. In questo modo i viaggiatori possono contattare via smartphone un medico per un video consulto, effettuare un’autovalutazione dei sintomi e richiedere assistenza 24h in modo semplice e veloce.

Un modo intelligente per sentirsi tranquilli in vacanza e godersi la bellezza della Provenza e delle sue città fuori stagione.

 

inProvenza*

 

* inProvenza è un magazine digitale nato nel 2017 con l’obiettivo di far vivere ai lettori, ovunque si trovino, l’esperienza unica della Provenza e della Costa Azzurra. Grazie alla redazione giornalistica, alla collaborazione con gli uffici del turismo locali e a una fitta rete di “cacciatori di storie” sul territorio, inProvenza propone contenuti coinvolgenti e sempre aggiornati. E ogni mese mette a disposizione via newsletter una selezione dei contributi più recenti, legata all’attualità e declinata lungo il filo delle stagioni.

Presente anche su Facebook e Instagram (@inprovenza.it), inProvenza collabora con Europ Assistance Italia per i consigli di viaggio relativi alla Provenza e alla Costa Azzurra.

 

 

 

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