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Viaggio benessere tra cibo e luoghi in cui si mangia sano

Per assaporare un luogo, scoprirne l’anima, una delle prime cose da fare è sicuramente rivolgersi al suo cibo e gustarlo. Dai profumi e sentori delle bancarelle dello street food, ai ristoranti caratteristici o a quelli stellati si possono da subito individuare i sapori e le tradizioni della nostra meta di viaggio. I modelli alimentari di riferimento al mondo, che sono i più sani, dai quali trarre spunto per vivere sano sono tre. Le principali diete sono quella mediterranea, la nordica e quella di Okinawa. In questo “viaggio” si potranno apprezzare i luoghi più interessanti per un gustosissimo giro del mondo, alla ricerca delle migliori prelibatezze per mangiar bene e sano.

CUCINA ASIATICA – Una delle cucine più apprezzate dell’Asia e della quale, una volta assaggiata sarà difficile farne a meno, è quella di Taiwan. Di recente è stata premiata dalla CNN come la “regina della gastronomia mondiale”; una gastronomia che va dalle caratteristiche bancarelle di street food di Taipei alla forte influenza fusion (prevalentemente cinese e giapponese) molto presente nella ristorazione locale, e che mostra una grande ricercatezza nella scelta delle materie prime e per la bontà delle pietanze.
Tra i piatti più apprezzati le ostriche, servite con le omelette o i vermicelli di farina di riso, le seppie geng e l’immancabile Niu Rou Mian – l’equivalente taiwanese, per fama e diffusione, della nostra pizza – ovvero una zuppa di noodles con carne e verdure. Come in tutta l’Asia il consumo di riso, verdure e pesce fresco è alla base dell’alimentazione, rendendo quella taiwanese una delle diete più sane e genuine.

LA DIETA OKINAWA IN GIAPPONE – Una delle diete considerate tra le migliori al mondo proviene proprio dal Giappone, la cosiddetta, dieta Okinawa, così denominata in quanto si trattava dell’alimentazione seguita dai pescatori prima della Seconda Guerra Mondiale, la quale consiste in un regime alimentare ipocalorico, ma ad alta quantità di nutrienti. Si prediligono pietanze ricche di verdura e frutta, come patate dolci, ma anche pesce, zucca amara, tofu e come condimento la salsa di soia. L’attenzione e la dovizia di dettagli, il riguardo nella presentazione delle pietanze e la scelta accurata di ingredienti selezionati sono i cardini della cucina giapponese. Il Giappone, infatti, ha un mondo culinario tutto da scoprire con una tradizione unica nel suo genere.
Per non perdere le migliori pietanze, ecco una lista di piatti da assaggiare durante un soggiorno giapponese: dall’okomiyaki (una frittata di cavolo tritato, cotta su piastra rovente), all’unagi (anguilla), una pietanza molto ricercata. Non si possono non assaggiare anche i succulenti yakitori, spiedini di pollo e verdure alla griglia, o gli shabu-shabu, sottili fette di manzo e verdure cotte in un brodo leggero e arricchite da salse, il tutto accompagnato dal caratteristico sakè, la bevanda simbolo del Giappone.
I benefici di questa alimentazione sono la longevità, presumibilmente dovuta al basso apporto calorico che mantiene sano l’organismo, prevenendo malattie, disabilità e dando il via ad un processo definito di “invecchiamento lento”, che è stato anche motivo di studio da parte dei ricercatori sulle popolazioni di queste zone, per la fitta presenza di ultracentenari in tutta l’isola.

LE ZONE DELLA DIETA MEDITERRANEA –  In Spagna gli snack da bar sono diventati una vera e propria forma di “alta cucina minimal”, stiamo parlando dei pintxos (o le tapas basche) che possono definirsi micro opere d’arte culinarie.
Sono dei “piccoli scrigni del sapore” a forma di baguettes, con un trionfo di ingredienti, sapori e sperimentazioni che renderanno questo viaggio un’esperienza davvero indimenticabile.
L’Italia è il paese cardine per la dieta mediterranea, che è il comune denominatore di tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, come Spagna, Italia e Grecia. Ogni regione ha le sue specialità e le sue caratteristiche e non viene meno anche un’attenzione sulla stagionalità e sulla preparazione di ogni prodotto, con la cura per la scelta dei suoi ingredienti.
La peculiarità della dieta mediterranea consiste nella scelta consapevole di un consumo di verdura, frutta fresca, legumi e cereali non raffinati, con un minore consumo di carni rosse e derivati, anche se non disdegna i formaggi a media e lunga stagionatura. L’alcool fa parte del retaggio culturale, ma si limita al consumo di vino del luogo durante i pasti, rispetto ad altri alcolici.

LA DIETA NORDICA – Un’altra destinazione europea che si distingue per la sua gastronomia è Copenhagen, stellata dalla guida Michelin, con numerose specialità tipiche. Come la Kanelsnegel, una brioche morbida, a volte arricchita dal cioccolato; il Koldskål, con uova, zucchero, latticello e yogurt aromatizzato con la vaniglia e servito freddo, in genere con biscotti croccanti come i kammerjunkere, ma anche il Sild, meglio conosciuta come aringa, in tutte le sue varianti: stagionata, fritta, in salamoia, un grande classico danese, accompagnata “rigorosamente” dall’akvavit (distillato di patate aromatizzato al cumino). Imperdibili anche i tramezzini di pane di segale o frumento con ingredienti, come la tartara di manzo, uova o gamberetti, i cosiddetti Smørrebrød, prodotto di punta danese.  Per brindare si può fare uno strappo alla regola con un bel boccale di birra, la celebre Carlsberg!
Questo tipo di alimentazione si può ricondurre al modello della dieta nordica, con la scelta di prodotti e alimenti che hanno la capacità di regolare la pressione sanguigna, ridurre il peso corporeo e controllare la sensibilità all’insulina. Si basa principalmente su cibi, come cereali, frutta olio e pesce, ma si nota la mancanza di carne, formaggi, dolci e alcolici. Per condire si predilige l’olio di colza, più facilmente reperibile, invece di quello d’oliva.

A cura della Redazione di PaesiOnLine

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